Chiama la polizia per la madre non operata

Paziente di 93 anni attende da giorni l’intervento chirurgico al femore. Il figlio: «I malati peggiorano, intervenga la Procura»
VASTO. Interruzione di pubblico servizio. È l’accusa lanciata dal sindaco di Vasto, Francesco Menna, alla Asl Chieti-Lanciano-Vasto. Nonostante le promesse, il San Pio resta senza anestesisti. Venti i pazienti in attesa di un intervento chirurgico solo nel reparto di Ortopedia. E proprio il familiare di una paziente di 93 anni che attende da giorni di essere operata al femore, ieri mattina, davanti alla disperazione del primario del reparto impossibilitato a operare la donna, ha chiamato la polizia e poi è andato dal sindaco. Intanto Giuseppe Tagliente a nome del comitato “Io sto con l'ospedale” ha a sua volta inviato una nota alla prefettura e alla procura, denunciano la pericolosa carenza di anestesisti. «L’attività chirurgica del San Pio è di fatto bloccata con seri rischi per la salute dei pazienti», denuncia Tagliente.
Quello che accade nel reparto di Ortopedia è emblematico. A raccontarlo è Massimo Di Vincenzo, il figlio della donna di 93 anni che aspetta da venerdì di essere operata. «È disumano», denuncia l’uomo. «Ma deve essere chiaro che non è colpa dei medici. Al contrario, il primario Enzo Di Prinzio avrebbe voluto operare mia madre già sabato. Non ha potuto farlo per mancanza di anestesisti. Mia madre sta male e soffre. È arrivata a invocare la morte. Il primario ha chiamato la direzione sanitaria senza ricevere risposta. Ho provato a farlo anch’io ieri ma mi dicono che sono tutti occupati a fare i sopralluoghi per l’ospedale che crolla. Ma quanto durano questi sopralluoghi? Intanto la gente peggiora aspettando un anestesista. Ho chiamato la polizia», sottolinea Di Vincenzo, «e poi sono andato dal sindaco. Chiedo aiuto anche alla Procura. La prego signor procuratore: aiuti la sanità vastese. È necessario intervenire. È assurdo parcheggiare i pazienti in attesa di un intervento e non essere in grado di mandare a Vasto degli anestesisti. Sono un ex insegnante. Avevo un dirigente che si occupava dell’organico. Perché il direttore generale della Asl non lo fa?».
Davanti all’angoscia di Massimo Di Vincenzo il sindaco di Vasto, Francesco sta decidendo in queste ore se diffidare la Asl con il figlio della donna. «Il comandante di una nave», ricorda Menna, «deve essere in grado di governarla anche se il mare è in tempesta. Il manager Asl Thomas Schael non riesce a farlo o non vuole farlo? La Regione ha deciso di ridurre il San Pio a una capannone di degenti in attesa? Schael e l’assessore regionale Nicolettà Verì devono dire chiaramente alla popolazione cosa hanno deciso di fare. Quello che accade a Vasto è interruzione di pubblico servizio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

