«Chiarezza sul licenziamento di Marone»

28 Aprile 2020

Il collegio sindacale della Sasi chiede al presidente e al cda relazioni su scelte organizzative e costi

LANCIANO. Chiarimenti scritti entro 7 giorni da parte del presidente Gianfranco Basterebbe e del cda formato da Corrado Varrati e Maira Roberti sul licenziamento del direttore generale Giorgio Marone.
Richiesta ai responsabili degli uffici Sasi di una relazione tecnico illustrativa sul funzionamento decisionale attualmente in essere nella società, tenuto conto che nell’organigramma aziendale risulta ancora presente il direttore generale. È il collegio sindacale della Sasi, società pubblica che si occupa della gestione del servizio idrico, a voler vedere chiaro sul licenziamento del dg Marone, avvenuto il 9 aprile scorso per «giusta causa» e sul funzionamento della struttura organizzativa della società e sulla sostenibilità finanziaria di questa, anche in riferimento a promozioni controverse già al vaglio dell’Ersi da dicembre scorso.
Il collegio ha come compito quello di vigilare sul rispetto della legalità delle azioni della società e le richieste fatte a presidente e cda sono dunque in questa ottica. In primis il licenziamento di Marone i sindaci l’hanno appreso dalla stampa: nessun annuncio da parte del presidente Basterebbe e del cda. Basterebbe lo ha giustificato con un commento lapidario: «È venuto meno il rapporto fiduciario dell’ingegnere con me e il cda, non si poteva andare avanti e c’è stata la risoluzione immediata del rapporto, con licenziamento per giusta causa». Ma Marone, che aveva chiesto al cda di annullare alcuni avanzamenti di carriera a dirigente e di procedere subito con una riorganizzazione aziendale, ha già annunciato ricorso al giudice del lavoro.
Il collegio vuole così verificare «in maniera dettagliata e approfondita la correttezza dell’iter procedurale seguito, per minimizzare il rischio di danni arrecati alla società da eventuali comportamenti esorbitanti i poteri di amministrazione attribuiti al presidente e al cda». Insomma un abuso di potere o un atto legittimo? Quanto meno, a detta del collegio, un atto che, stravolgendo i vertici aziendali, ha un impatto sull’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società. Allora in attesa di ascoltare la versione di Marone, il collegio ha chiesto ai responsabili di ogni ufficio di rimettere relazioni tecniche sul funzionamento decisionale attualmente in essere, tenuto conto che nell'organigramma risulta ancora presente la funzione di direzione generale, e che nel verbale del 6 marzo del cda si ammetteva in maniera esplicita «che era ancora in itinere e non pervenuta, la valutazione economico-finanziaria di sostenibilità della nuova struttura organizzativa». Insomma operato e gestione Basterebbe sono al vaglio del collegio sindacale, oltre che, da alcuni mesi, dell’Ersi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA