«Chiarezza sulle perdite di acqua a Chieti»

23 Marzo 2022

Scende in campo il M5S: Torto chiede investimenti, Marcozzi vuole una commissione d’inchiesta

CHIETI. La deputata Daniela Torto lancia un appello per gli investimenti, la capogruppo in Regione Sara Marcozzi pronta a chiedere una commissione di inchiesta. Scende in campo il Movimento Cinque Stelle dopo i dati sulle perdite d’acqua pubblicati dall’Istat, che pongono Chieti al primo posto in Italia ed in generale gran parte dell’Abruzzo in una situazione di particolare criticità.
«È un quadro molto grave frutto di una politica regionale che negli ultimi venti anni ha collezionato solo disastri e che sul bene più prezioso non ha mai investito realmente. L’inerzia della giunta Marsilio è preoccupante: solo nella scorsa estate il razionamento dell’acqua potabile è stata una costante per tutta la provincia di Pescara e gran parte della provincia di Chieti. Cosa si sta attendendo per intervenire? », si chiede Torto. «Alla luce di questi dati, è necessario investire subito e bene sulla rete idrica per restituire ai cittadini abruzzesi un servizio fondamentale. Ora mi aspetto che il presidente Marco Marsilio batta un colpo: un governo regionale che può dimostrare concretamente di operare per il bene del proprio territorio ha il dovere di intervenire immediatamente».
Marcozzi, invece, parla di una situazione «drammatica» in Abruzzo. «Sto per protocollare la richiesta di istituzione di una commissione d’inchiesta in consiglio regionale a tema acqua, alla quale sto lavorando da giorni», ha annunciato ieri. «Dobbiamo fare chiarezza su quanto non si è fatto in questi anni e su quanto ci sarà ancora da fare. L'Abruzzo è tra le regioni in cui si disperde più risorsa idrica in Italia, e non si può più accettare questo risultato come fosse un problema impossibile da risolvere. È il momento di intervenire in maniera concreta e lo faremo a stretto giro».
La capogruppo in Regione del M5S, illustrando i dati emersi dall’Istat dai quali si evince che solo Teramo è al di sotto della media nazionale rispetto alla dispersione idrica, parla di «anni di mancanza di investimenti che hanno fatto sì che la nostra rete si logorasse col tempo, diventando il colabrodo che ci piazza in fondo alla classifica italiana. Questi numeri nascondono in sé innumerevoli disagi per la cittadinanza, che si vede periodicamente privata di un diritto universale e fondamentale come quello dell'accesso alla acqua». (a.s.)
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