«Chiarini perdona i nuovi barbari»

20 Maggio 2015

Il consigliere comunale scrive al grande esploratore e dice che...

CHIETI. Enrico Bucci, consigliere comunale, scrive una lettera a... Giovanni Chiarini.

«Come Tuo concittadino sono venuto nel luogo della nuova collocazione per porgerTi il mio omaggio e per dirTi grazie di aver portato alto il nome dell'Italia, dell'Abruzzo e di Chieti Tua amata Città nelle terre dell'Africa equatoriale. Scrive il professor Corrado Gizzi, Tuo poetico biografo: "Il busto, opera dello scultore teatino Trieste Del Grosso, che partigiano morirà per via dei tedeschi, fu collocato nei giardini comunali davanti al combattente di Canonica con in mano la bandiera italiana lacera. Quella bandiera che Chiarini aveva promesso di piantare là dove non era mai stata. Attorno, sussurrano, all'alito ora della montagna, ora del mare, i palmizi venuti, si direbbe, a fargli compagnia dal paese della Regina dalla testa di pecora». Dispiace che le mie battaglie solitarie da consigliere comunale non siano state sufficienti ad impedire che Tu fossi costretto a fare spazio a una pedana di cemento armato per essere collocato in altro luogo, non più davanti al combattente di Canonica, non più vicino ai palmizi, non più in piazzale Mazzini. Il pensiero però di aver avuto l'onore di difendere la Tua memoria, mi ripaga interiormente. Purtroppo, oltre al Tuo busto, altri luoghi cari alla Tua e alla mia infanzia sono stati oggetto di un vero e proprio stravolgimento da parte di quelli che non ho il timore di definire nuovi barbari della politica di oggi, tant'è che si fa sempre più difficile riconoscere il volto della Città in cui si è nati. Per nostra fortuna, le Tue orme in Africa equatoriale, anche se vicine ai nostri cuori, sono lontane da Chieti e non corrono il rischio di essere cancellate. Per nostra fortuna, le Tue collezioni, le Tue raccolte, le pagine del Tuo diario, le Tue ricerche e le Tue opere sono lontane da Chieti, al riparo da mani sacrileghe».