Chiesa di Sant’Agostino pronta a risplendere

Partiti i lavori per ridare vita alla famosa facciata trecentesca decorata a pietra Il costo dell’opera finanziato dall’associazione Amici di Lancianovecchia
LANCIANO. La doppia sfida è iniziata: recuperare la facciata della chiesa di Sant’Agostino e restituire un altro tesoro al quartiere di Lancianovecchia da mostrare orgogliosi ai turisti. Protagonisti della sfida sono la curia di Lanciano-Ortona, proprietaria della chiesa, e l’associazione Amici di Lancianovecchia moderna mecenate che, dopo aver ridato vita alla Torre della Candelora, meta di turisti, ora vuole salvare dal degrado un altro gioiello del quartiere: Sant’Agostino. Le impalcature sono montate e gli operai sono a lavoro per ridare vita alla famosa facciata trecentesca lavorata a pietra, scuola Petrini, al rosone a ruota della fortuna decorato con foglie d'acanto e alla lunetta del portale con il gruppo scultoreo della Vergine con il Bambino. La sporcizia, lo smog e il passare del tempo hanno in parte rovinato una facciata meravigliosa, inoltre ci sono piccole parti cadute, consumate come le colonnine e il basamento. Urgeva un intervento. «Abbiamo dato il via libera al progetto di restauro redatto dall’architetto Piergiorgio Renzetti», dice Don Domenico Di Salvatore, responsabile per la Curia dell’ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia del culto, «che ovviamente è stato analizzato e validato anche dalla sovrintendenza. Ci sono tutte le autorizzazioni per procedere con un lavoro delicato di consolidamento e restauro della facciata, delle parti erose. Abbiamo fatto una gara di appalto, aggiudicata dalla ditta Halt Sas di Valerio Borzacchini di Ascoli Piceno e con il ribasso d’asta riusciremo anche a sistemare i gradini della chiesa e a consolidare e ripulire il portone in legno. Le chiese necessitano di manutenzioni continue, anche in cattedrale stiamo ancora lavorando all'interno e a breve inizieremo un lavoro più lungo e delicato a Santa Maria Maggiore».
A pagare quasi tutti i lavori - circa 75.000 euro - sono i promotori dell’intervento, ovvero gli Amici di Lancianovecchia. «Dopo la Torre di San Giovanni», dice il presidente della associazione, Raffaele Filippone, «che nel restauro ha regalato ceramiche e soprattutto la casula trecentesca, vogliamo provare a ridare decoro alla facciata di Sant’Agostino. E’ un progetto ambizioso, che si inserisce nell’idea che abbiamo di voler ridare vita ai gioielli custoditi nel rione più antico di Lanciano (prossimo obiettivo San Biagio? ndc) per attrarre i turisti che non hanno solo il Miracolo Eucaristico da vedere. Anzi, proprio il nostro quartiere custodisce il secondo miracolo, quello della Ricciarella, proprio accanto Sant’Agostino». L’associazione da sola non riesce a coprire tutta la spesa così ha aperto un contro per le eventuali offerte (Iban it90x0311177751000000001280). I lavori appena iniziati dovrebbero finire entro il 30 aprile 2019.
Teresa Di Rocco
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