Chiese e arte in rete «Così ci presentiamo al Giubileo 2025»

25 Febbraio 2022

Al via il progetto dei Parchi culturali ecclesiali della Ceam Lanciano e Ortona insieme per valorizzare il territorio  

LANCIANO. Stravolti dal Covid, turismo e cultura puntano a rialzarsi con un nuovo progetto che unisce la fede e le ricchezze del patrimonio ecclesiastico, alle bellezze proprie di un territorio, alle tradizioni e alle istituzioni. Un progetto che mette in rete un sistema che migliori l’accoglienza, offra beni e servizi ai turisti-pellegrini nel segno della collaborazione tra Chiesa, istituzioni, imprenditori e terzo settore. È il progetto dei Parchi culturali ecclesiali, presentato ieri in una tavola rotonda in Comune dall’arcivescovo di Sulmona-Valva Michele Fusco, responsabile per la Conferenza episcopale Abruzzo e Molise (Ceam) della Pastorale tempo libero, turismo e sport, l’arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone, dal direttore ufficio pastorale sport turismo della Ceam Mario Ialenti, quello diocesano don Antonio Pisano, il sindaco di Lanciano Filippo Paolini, il vicesindaco e assessore alla cultura, sport e turismo Danilo Ranieri, l’assessore del Comune di Ortona Maria Giambuzzi.
IL PROGETTOL’idea alla base del progetto del Parco ecclesiale è di valorizzare e rendere fruibile al meglio il patrimonio liturgico, storico, artistico, architettonico, museale, recettivo di un territorio creando una rete che unisca Chiesa, istituzioni e operatori del settore. Ma per creare la rete è necessario che Chiesa e istituzioni si incontrino, e questo è avvenuto ieri a Lanciano. «E’ un primo contatto», spiega don Antonio Pisano, «con i Comuni di Lanciano e Ortona, che formano la diocesi, per pensare una rete culturale che possa valorizzare le potenzialità esistenti nel territorio, accogliere il turista offrendo più esperienze in un ambiente da vivere a 360 gradi». «Abbiamo illustrato l’idea del Parco culturale ecclesiastico», spiega monsignor Fusco, «che vuol essere un servizio al territorio per usufruire dei beni ecclesiastici, culturali che la chiesa ha. Così il visitatore, il pellegrino, chi cerca un momento di spiritualità può trovare quei servizi per stare bene e godere delle bellezze culturali, religiose e di tutto il territorio. Questo significa per il territorio maggiori servizi, e quindi più lavoro. Il tutto è da mettere in rete per presentarci anche per il Giubileo 2025 pronti per prestare la nostra offerta al turista, al pellegrino». «L’idea è che da soli non si va da nessuna parte», aggiunge Ialenti. «Lo sforzo che sta facendo la Chiesa è di aprirsi alle istituzioni e l’impegno deve essere reciproco per poter lavorare assieme a questo progetto dei Parchi che sono contenitori da riempire di idee in base ai vari territori, tenendo a mente dei punti fermi: la centralità della persona da saper accogliere, la valorizzazione del territorio e dei beni aprendo le chiese e raccontandole; quindi bisogna anche trovare chi sappia essere narratore del territorio».
I COMUNILanciano e Ortona sono ben lieti di aderire al progetto Ceam. «Ortona ha interesse perché orientata verso un turismo sostenibile, attento all’ambiente che ben si sposa con la spiritualità», dice Giambuzzi. «Abbiamo il Cammino di San Tommaso, che è già un percorso messo in rete; ora puntiamo a offrire una pluralità di cose». «Vogliamo stipulare il protocollo di intesa con la Ceam», aggiunge Ranieri, «per mettere a sistema musei diocesani, Miracolo, chiese aperte con il resto dell’offerta del territorio e creare un unico percorso che offra turismo spirituale e non solo. Lanciano capofila di una serie di Comuni, tra cui Ortona, per riprendere un cammino avviato anni fa (Culto e Cultura, ndc) in una veste nuova, al passo coi tempi, con più percorsi e l’idea del turista risorsa per tutti i Comuni della nostra zona. Con questi progetti possiamo anche presentarci al Giubileo 2025 e ai bandi Pnrr legati al settore».
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