Chiesta la riapertura del giallo

10 Marzo 2017

Suicidio o omicidio? ll gup De Ninis decide in cinque giorni sul caso di Toni

CHIETI. Cinque giorni per sapere se si tornerà a cercare un perché alla morte del giovane francavillese Toni Berardinucci. Il decesso fu archiviato come suicidio, ma la famiglia non ci ha mai creduto. E si è opposta anche legalmente all'archiviazione del caso.

Ieri mattina si è svolta l'udienza di opposizione all’archiviazione davanti al gup, Luca De Ninis, che si è riservato di decidere in un tempo massimo di cinque giorni. La famiglia Berardinucci era rappresentata dall'avvocato Corrado Altea, del foro di Cagliari, e il fonico forense Marino Pitzianti, pure lui sardo. Con loro c'era anche la battagliera madre, Giovanna Berardinucci, che ha reso delle dichiarazioni anche davanti al giudice. Diventata, suo malgrado, più esperta di un perito del tribunale, la signora Berardinucci ha esposto i suoi dubbi circa l'impossibilità che il figlio si sia tolto la vita. «Mio figlio non può essersi ucciso», ha detto al termine dell'udienza, «non aveva motivi per farlo. Aveva una compagna, un lavoro ed era diventato padre da poco più di un anno. Oltre a tutto questo, le modalità del suicidio, sono a dir poco molto strane: mio figlio si sarebbe impiccato con un guinzaglio appeso a un tubo semplicemente spingendosi in avanti, visto che non c'era lo spazio fisico perché il corpo potesse pendere». Il ragazzo era alto 1 metro e 80, ma dal tubo a cui era legato il guinzaglio a terra c’era solo 1 metro e 70 di spazio, senza contare gli oltre 20 centimetri del guinzaglio stesso.

Il giovane è stato trovato morto il 15 luglio del 2012 nella tavernetta della casa di Francavilla. A trovare il corpo, dopo dieci ore, era stata la compagna che, nel tentativo di rianimarlo, lo aveva liberato dal guinzaglio e lo aveva spostato dalla posizione in cui si trovava. Alla richiesta di opposizione all'archiviazione è stata allegata anche la relazione della criminologa e psicologa forense, Roberta Bruzzone, che dall’analisi del «profilo vittimologico» esclude il suicidio. Determinanti sarebbero anche le analisi di file audio fatte da Pitzianti che aggiungerebbero elementi contro l’ipotesi del suicidio.

Arianna Iannotti