Chiesti contributi a 500 imprese

13 Settembre 2018

Il Consorzio invia le cartelle di pagamento: servono soldi per le manutenzioni

CHIETI. Il Consorzio industriale bussa a soldi alla porta di 500 imprese. Alle ditte di Chieti e Pescara, che si trovano nella zona industriale, sono arrivate le cartelle di pagamento: l’obiettivo del Consorzio, in liquidazione e alle prese con debiti milionari, è incamerare 450mila euro, fondi necessari a garantire la manutenzione ordinaria di strade e aiuole. Si tratta di un «corrispettivo» richiesto alle imprese per compartecipare ai «servizi ordinari»: la quota richiesta è di 8 centesimi al metro quadrato. Significa che ditte con mille metri quadrati di superficie dovrebbero pagare 80 euro all’anno mentre, per le grandi aziende con aree da oltre 20mila metri quadrati la spesa sarebbe di circa 1.600 euro.
«È giusto e necessario riscuotere fondi dalle imprese fondi per garantire la gestione ordinaria: lo prevede la legge», dice Camillo D’Angelo, commissario del Consorzio, «però, la prima rata è scaduta a giugno e poche imprese hanno risposto: a fronte di 450mila euro totali, abbiamo incassato solo 60mila euro. Insomma, alcuni hanno pagato mentre altri hanno contestato le cartelle. La seconda rata scade alla fine di settembre e speriamo che le imprese si ravvedano e si mettano in regola. In caso contrario, saremo costretti ad avviare contenziosi per il recupero delle somme», dice D’Angelo, «se arrivassero nuovi soldi, potremmo pagare altri debiti del passato e garantire una manutenzione più puntuale».
Secondo i documenti interni, il Consorzio attraversa una «grave crisi economica e finanziaria» tra debiti e 20 milioni di euro di contenziosi pendenti a causa degli espropri mai pagati per la realizzazione dell’asse attrezzato e per la costruzione di un’incompiuta, il Parco scientifico e tecnologico in contrada Selvaiezzi. Il piano per uscire dalla crisi è cedere l’asse attrezzato all’Anas e passare la partita del Parco scientifico e tecnologico alla Regione. (p.l.)