Chiesto il dissequestro dell’abitazione

CASALBORDINO. Piange l’amico morto mentre cercava di rendersi utile ma deve pensare anche a difendersi. Il titolare del fabbricato di Casalbordino da cui il 24 novembre è caduto Domenico Gizzarelli...
CASALBORDINO. Piange l’amico morto mentre cercava di rendersi utile ma deve pensare anche a difendersi. Il titolare del fabbricato di Casalbordino da cui il 24 novembre è caduto Domenico Gizzarelli (nella foto, di Pollutri, è ancora sotto sequestro e il titolare è accusato di omicidio colposo. Il suo difensore, l’avvocato Fiorenzo Cieri, ha presentato ai giudici istanza di dissequestro dell’immobile e contesta l’ipotesi di un rapporto di lavoro fra la vittima e il titolare della casa. «Gizzarelli è stato molto sfortunato. Il mio cliente è il primo ad essere profondamente dispiaciuto per l’ accaduto. La vittima voleva fare un piacere all’amico e per questo è salito sul tetto», afferma l’avvocato Cieri. Intanto gli investigatori e la difesa dell’indagato aspettano i risultati dell’autopsia eseguita su Gizzarelli e gli esami sui frammenti del tetto che, cedendo, ha provocato la caduta e la morte dell’uomo. La tragedia avvenne sul tetto di una casa-capannone di ferramenta e inerti per l’edilizia in contrada Molino, all’uscita del casello A14 Vasto nord. L’uomo, precipitato da 4 metri, ha battuto la testa ed è morto dopo 9 giorni di coma. (p.c.)

