Chieti, a scuola con i coltelli negli zaini: scoperti

Nei guai due studenti di 14 e 17 anni che frequentano un istituto superiore. Le verifiche in classe anche con i cani antidroga
CHIETI. Si sono presentati in classe armati. Due studenti, di 14 e 17 anni, sono stati sorpresi dai carabinieri con i coltelli nascosti negli zaini all’interno di un istituto superiore della parte alta della città. L’episodio, avvenuto durante un controllo mirato alla prevenzione, ha fatto scattare per entrambi la denuncia alla procura per i minorenni dell’Aquila: l’accusa è di «porto abusivo di oggetti atti a offendere».
L’operazione non è passata inosservata: i militari dell’Arma hanno eseguito le verifiche con il supporto delle unità cinofile, un dispiegamento di forze finalizzato a individuare non soltanto armi improprie, ma anche sostanze stupefacenti. Se sul fronte della droga l’esito per i due ragazzi è stato negativo, la perquisizione degli zaini ha restituito una realtà diversa e, per certi versi, più allarmante. Non risulta, al momento, che le lame siano state utilizzate per minacciare compagni o docenti, né che ci fossero intenzioni violente immediate, ma il semplice possesso in un luogo deputato all’istruzione configura un reato e segnala una consuetudine preoccupante.
Il caso dei due adolescenti non è infatti isolato, ma si inserisce in una sequenza di eventi che sta alzando il livello di guardia nelle istituzioni scolastiche del territorio. Appena poche settimane fa, in una scuola media di Chieti, un bambino di soli undici anni era stato trovato dalle insegnanti con un coltello nella tasca del giubbino. Una coincidenza temporale che suggerisce come il fenomeno sia trasversale alle fasce d’età e richieda un monitoraggio costante.
La vicenda assume una rilevanza specifica anche alla luce del nuovo quadro normativo introdotto dal governo. Il recente decreto legge, approvato dal Consiglio dei ministri e voluto dall’esecutivo di Giorgia Meloni, ha imposto una stretta rigorosa proprio sul possesso di armi bianche e sulla violenza giovanile. La normativa aggiornata proibisce categoricamente la vendita di coltelli e oggetti da taglio ai minori, estendendo il divieto anche agli acquisti effettuati sul web e tramite piattaforme elettroniche, canali spesso difficili da controllare.
Per tutti i cittadini, e con particolare attenzione ai più giovani, vige il divieto assoluto di portare fuori dalla propria abitazione strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente che superi i cinque centimetri di lunghezza, così come coltelli a scatto o a farfalla. Le conseguenze per chi vìola queste norme sono serie. La legge prevede la reclusione da uno a tre anni per i responsabili. Nel caso specifico in cui i fatti siano commessi da minorenni, come avvenuto nella scuola teatina, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria, che varia da duecento a mille euro, a carico dei genitori.
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