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15 febbraio

15 Febbraio 2026

Oggi, ma nel 1909, a La Spezia, veniva consegnato al tenente di vascello Ernesto Giovannini, della regia Marina militare italiana, che ne sarà poi il comandante, lo sventurato sommergibile costiero “Foca”, il primo per uso militare realizzato interamente nel Belpaese, nel cantiere Fiat-San Giorgio a Muggiano, e costruito da una società privata, che due mesi dopo diverrà la bara di quasi tutto l’equipaggio. Appunto la fabbrica torinese di automobili della famiglia Agnelli. Il mezzo, varato l’8 settembre 1908, dopo un anno e mezzo di allestimento, si basava anche sul progetto di un ingegnere passato alla vita civile, Cesare Laurenti, direttore tecnico dello stabilimento spezzino ricapitalizzato dall’imprenditore genovese Attilio Odero.

Laurenti, di Terracina, classe 1865, già maggiore del Genio navale, era un esperto di sommergibili ed era stato anche l’ideatore, nel 1903, del “Glauco”, entrato in servizio il 15 dicembre 1905. Lungo 42,5 metri, largo 4,3, di 280 tonnellate di dislocamento in immersione e di 185 in emersione, il “Foca” aveva pescaggio di 2,58 metri. Tra le innovazioni costruttive (nella foto, particolare, disegno tratto dal volume di Alessandro Turrini intitolato “L’arma subacquea italiana dalle origini alla prima guerra mondiale”) vi era la presenza di tre linee d’asse, quindi di tre eliche, ed anche questo era un primato tricolore. Erano azionate da quattro motori Fiat da 600 cavalli ciascuno a benzina. Ma proprio la pericolosità del tipo di combustibile sarà l’elemento debole.

Infatti, il 26 aprile 1909, durante il viaggio di trasferimento a Venezia, passando per lo scalo partenopeo per l’approvvigionamento del carburante, si verificherà lo scoppio del gas tonante accumulatosi. L’esplosione sarà innescata dagli accumulatori elettrici messi sotto carica. Per salvare il salvabile e spegnere l’incendio verrà autoaffondato. Nel rogo morirà quasi tutto il personale. Ossia 14 dei 19 tra sottufficiali e marinai, più uno dei due ufficiali. Cioè il comandante in seconda, il vice di Giovannini, il tenente di vascello Angelo Bertolotto. Che per la precisione spirerà il giorno successivo, il 27 aprile, nell’ospedale della Marina di Napoli, per le ustioni riportate. Verrà insignito della medaglia d’oro al valor militare, alla memoria.

Poi il “Foca” verrà recuperato e riparato a La Spezia. Ma per sicurezza verrà eliminata l’elica centrale col relativo motore. Per precauzione l’unità sarà costretta a navigare in immersione facendo affidamento solo sui due assi esterni, alimentati da due propulsori a batteria Siemens - che erano gli unici componenti di rilievo non di fabbricazione italiana - da 160 cavalli l’uno. Per tale motivo il sommergibile, inizialmente vanto della produzione meccanica tricolore, rimarrà un progetto sperimentale. Verrà radiato il 16 settembre 1918 e avviato alla demolizione.