Chieti che ama l’onestà dà l’addio a Nicola Serano

9 Gennaio 2016

Non c’era la folla ai funerali del costruttore nemico del malaffare politico Stefano dal pulpito: «Ebbe il coraggio di denunciare perciò l’hanno emarginato»

CHIETI. «Zio Nicola era anche mio nonno, perché lui e mio padre erano complementari. Ci vorrebbe un vocabolario per descriverlo, ma dico solo che la sua vita era improntata su impegno, onestà, intelligenza, tenacia e coraggio. Il coraggio di denunciare un sistema corrotto, marcio». Sono le parole di Stefano De Angelis, pronunciate dal pulpito, a conclusione della omelia funebre, celebrata ieri pomeriggio nella cripta della cattedrale per Nicola Serano, il costruttore teatino stroncato da un infarto giovedì, all'età di 78 anni. L'imprenditore che nel 1993 mandò a casa la giunta democristiana denunciando le tangenti pretese da gran parte dell'amministrazione scudocrociata, con la complicità di alcuni funzionari, protagonista assoluto di quello che avrebbe dovuto segnare una radicale linea di demarcazione tra la tangentopoli e un'agognata nuova era.

«Ma in cambio», continua il giovane sociologo, autore di un libro sull'Isis, «è stato solo emarginato da questa città alla quale ha fatto bene e dato benessere, dalla quale attendeva solo un grazie e che avrebbe dovuto dedicargli quattro piazze. Ma nonostante non avesse ricevuto quel grazie, ha continuato a vivere con dignità, alla grande, riservando comunque una parola buona per tutti. Buona viaggio zio Nicola. Salutami nonno. Ciao!». Un applauso mesto ma riconoscente dei partecipanti ha accolto le parole amare e addolorate del nipote del costruttore Dionino (fratello di Nicola Serano) al quale è stato affidato il necrologio, pensiero comune a tutta la famiglia.

Alla messa, officiata da don Nerio Di Sipio non c'era la folla, ma molte persone, tante da riempire la bellissima quattrocentesca cripta. Presenze certamente dettate da affetto e stima per il vecchio costruttore e non dalla opportunità di un’utile passerella, che in genere si allestisce per un uomo che conta anche post mortem.

Della ex giunta democristiana c'erano l'allora vicesindaco Tullio Sansonetti, l'ex assessore Enzo Desiderio. Dell'attuale, il sindaco Umberto Di Primio, il consigliere di maggioranza Graziano Marino e di opposizione Bruno Di Paolo. Ma anche qualche protagonista dell'amministrazione Cucullo, quella immediatamente seguente al terremoto di tangentopoli, come Tonino Salvatore e dell’allora minoranza Salvatore Siciliano.

Eppoi gente comune, parenti, amici suoi e dei figli e imprenditori, come Teresio Cocco o Angelo De Cesare che, in qualità di presidente dell'Ance ha fatto pubblicare manifesti funebri, in ricordo di un costruttore che fu simbolo dell'edilizia teatina.

E ancora dipendenti dell’Ater, allora Iacp, Istituto con il quale Serano lavorò tantissimo, operai del mattone, lavoratori di quell'epoca dello sviluppo, della quale qualcuno approfittò, quando la casa voleva dire prosperità, ma anche dimora, rifugio.

«Lo incontravo spesso Nicola», dice il parroco di San Giustino don Nerio, «era un uomo ottimista nonostante le avversità che aveva vissuto, perché aveva fede. E lo diceva sempre: io mi fido di Dio».