Chieti, chiusura della campagna elettorale al veleno. Marsilio insulta, Legnini risponde: «Così nacque il fascismo»

Il presidente della Regione, a sostegno di Sicari, attacca anche Ferrara: «Uno scemo». La replica del centrosinistra: «Un maleducato che sfascia le istituzioni»
CHIETI. Diego Ferrara? Uno «scemo». Giovanni Legnini? «Un pallone gonfiato». A gridarlo non è un elettore esagitato dal pubblico di Piazzale Marconi, riunito per il comizio finale di Cristiano Sicari, ma il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, microfono alla mano mentre galvanizza gli elettori del centrodestra a suon di insulti. Commenti mai velati, contro il sindaco uscente della città reo, per il presidente, di non aver siglato accordi per il raddoppio ferroviario, «mentre altri Comuni hanno ottenuto importanti ristori». E sul candidato del centrosinistra parole al vetriolo: «Non è più in grado di aprire porte a Roma», cosa che riuscirebbe meglio a lui, sostiene Marsilio. Alla fine la campagna elettorale dai toni placidi e distinti si è trasformata in una bagarre proprio nella sera in cui gli elettori avrebbero dovuto dedicarsi ai festeggiamenti spensierati.
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