Chieti da 5 anni senza scuolabus: le famiglie tornano a protestare

18 Agosto 2023

Non ci sono neppure i bandi del Pnrr per ripristinare il trasporto di cui beneficiano oltre 270 bambini  L’assessore Giammarino: «Attendiamo i commissari nominati per valutare le strategie di ripresa»

CHIETI. Tra meno di un mese si torna in classe e oltre 270 bambini rimarranno, di nuovo, senza scuolabus. Il servizio, ormai dismesso da quasi cinque anni, non può essere rinnovato neppure per il nuovo anno scolastico. Il dissesto economico delle casse comunali non permette di assicurare la continuità del servizio alle famiglie che tornano a protestare per il disservizio. Neppure i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) possono garantire la ripresa del trasporto.
GLI SCUOLABUS Per assicurare la copertura di tutto il territorio il Comune dovrebbe avere a disposizione «minimo quattro pulmini», dice l’assessore alla Pubblica istruzione, Teresa Giammarino, «al momento del nostro insediamento, il servizio era stato già soppresso perché i mezzi erano fuori uso, erano solo da rottamare perché rimetterli in funzione aveva dei costi troppo onerosi». Per i quattro comprensivi del territorio, durante l’ultimo anno (2017/2018) in cui ha funzionato il servizio, ne hanno usufruito 275 bambini. E il pulmino garantiva la copertura delle zone del Colle, di Chieti Scalo e anche delle periferie. In particolare: Brecciarola, via Amiterno, via Pescara, viallaggio Celdit, Madonna delle Piane, Tricalle, via Nolli, Sant’Andrea, via Brigata Maiella, via Arenazze, zona Selvaiezzi e quartiere Madonna del Freddo. Ma ci sono anche altri problemi che hanno trasformato il disservizio in un’odissea. «Il personale a disposizione era ridotto», continua Giammarino, «molti sono andati in pensione e i restanti sono stati impiegati in altri settori».
NON CI SONO I FONDIDa parte dell’assessorato alla Pubblica istruzione c’è l’impegno a voler ripristinare il servizio al più presto, ma per diversi fattori il ritardo continua ad aumentare. Si inizia dal dissesto: «Attendiamo l'arrivo dei tre commissari», prosegue Giammarino, «confidiamo in loro affinché possano mettere in atto delle strategie che diano delle somme per il ripristino. Sappiamo che le nostre scuole e famiglie hanno molto bisogno di questo servizio». E non ci sono neppure i fondi del Pnrr. «Abbiamo provato a intercettarli, ma si trattava solo di bandi per territori che avevano già avviato il servizio. Quindi, non era il nostro caso», chiarisce l’assessore.
LE IPOTESIAnche se non ci sono le disponibilità finanziarie per garantire gli scuolabus, l’ente continua a ipotizzare delle possibilità per il ripristino. «Non abbiamo i soldi», continua Giammarino, «ma è nostra volontà provare a riattivare i pulmini». Tra le ipotesi si era infatti pensato anche a un eventuale affidamento del servizio a terzi. «Dai mezzi al personale», spiega Giammarino, «qualcuno si sarebbe occupato del servizio completo. Ma la cifra era troppo onerosa: circa 400mila euro all’anno. Attualmente le nostre casse non lo permettono». E con il dissesto non è fattibile neppure una co-gestione. «I bus precedenti erano da rottamare, così si era pensato anche all’acquisto da parte nostra di quattro nuovi mezzi, ma le somme erano comunque troppo importanti». L’ente, quindi, è intento a ripristinare il servizio, ma non ci sono a disposizione le somme. «Una volta riattivato il servizio bisogna garantire la sua continuità», conclude Giammarino, «è giusto che le famiglie ci possano contare perché sappiamo quanto è essenziale per loro». Ma per quest’anno Chieti rimane ancora senza scuolabus. E tra poco più di mese di torna in classe.
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