Chieti, evasione fiscale per 38 milioni di euro, due denunciati

La Guardia di Finanza dopo mesi di indagini scopre l'attività di una società di capitali con sede a Napoli che commercia telefoni cellulari di alta gamma, a sua volta acquistati attraverso "cartiere" in fallimento. Da una fattura il filo di Arianna che ha portato le Fiamme gialle da un cliente al commercialista fino al prestanome
CHIETI. Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Chieti ha individuato una società di capitali che opera in totale evasione fiscale nel settore del commercio di prodotti telefonici di alta gamma. L'intera operazione ha fatto emergere oltre 38 milioni di euro tra base imponibile ed Iva non versata, e ha portato alla denuncia di due persone per aver omesso di dichiarare e pagare imposte oltre a distruggere la contabilità. In particolare la società ha acquistato da società italiane, cosiddette "cartiere", ovvero costituite solo sulla carta al fine di evadere le imposte ed attualmente in fallimento, un ingente quantitativo di prodotti elettronici, approfittando di un prezzo più basso dovuto al mancato pagamento delle imposte da parte delle società fornitrici. Successivamente la merce è stata rivenduta ad un prezzo inferiore a quello di mercato realizzando così una situazione di concorrenza sleale nei confronti degli operatori che operano correttamente sul mercato. Dopo aver movimentato le merci, sono state effettuate alcune operazioni cartolari in capo alla società stessa finalizzate a trasferire sia l'intero capitale sociale nelle mani di un unico socio, ovvero di un prestanome di nazionalità romena senza fissa dimora, sia la sede legale a Napoli, nella zona dei quartieri Spagnoli: tutto ciò con l'obiettivo di far materialmente "sparire" il soggetto giuridico e, soprattutto, la relativa documentazione amministrativo-contabile allo scopo di impedire la ricostruzione dell'effettivo giro d'affari e di mettere al riparo i responsabili degli illeciti da eventuali azioni dirette. L'individuazione sia dei professionisti che hanno materialmente curato la contabilità della società, sia il ritrovamento di parte della stessa, che ha permesso l'individuazione dei clienti presso i quali è stato possibile acquisire le fatture che hanno consentito di delineare il preciso quadro probatorio sull'attività illecita che è stata svolta, è stata possibile grazie ad una lunga e minuziosa attività d'indagine. «L'attività delle Fiamme Gialle teatine, coordinate dal comandante provinciale colonnello Vittorio Mario Di Sciullo, prosegue con impegno sul territorio al fine di evitare che aziende non in regola pongano in essere una concorrenza sleale verso chi rispetta correttamente quanto previsto dalle normative, trovandosi in questo modo svantaggiate e con maggiori costi rispetto a chi con disinvoltura non leßosserva e può spuntare così un prezzo sul mercato più favorevole, in questo modo "inquinandolo"», riferisce una nota del comando provinciale.

