Chieti, imbrattate di nuovo le targhe di Ramelli e dei Martiri delle foibe

24 Dicembre 2017

Vandali al Belvedere della Villa comunale. Il sindaco Di Primio accusa i comunisti anarchici. CasaPound: intollerabile la viltà verso è morti

CHIETI. Vandali in azione in pieno centro a Chieti alta. Ignoti sono tornati a imbrattare le targhe commemorative, al Belvedere della Villa comunale, per Sergio Ramelli e per i Martiri delle foibe che erano state di recente ripulite da un precedente atto vandalico. La targa di Ramelli _ attivista militante e fiduciario del Fronte della Gioventù, vittima di un assassinio politico avvenuto nel 1975 a opera di militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia _ è stata coperta e resa quasi illeggibile. Idem quella intitolata alle vittime degli eccidi avvenuti ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia, durante la seconda guerra mondiale e nell'immediato secondo dopoguerra, ad opera dei Comitati popolari di liberazione. Immediate le reazioni di condanna. Il sindaco Di Primio in un post accusa i comunisti anarchici. Mentre Francesco Lapenna, responsabile di CasaPound in città, sottolinea come il movimento abbia ripulito le scritte la scorsa settimana e scrive che "è stato raggiunto il limite di tolleranza": "La viltà verso i morti è intollerabile e questi gesti non fanno altro che confermare la pochezza etica e l'inutilità di questi soggetti che poi, alla luce del giorno, scompaiono come fantasmi".