Chieti-Lanciano, lite sulle tasse

9 Settembre 2014

Il vicesindaco frentano: voi le avete alte. Di Primio: il centrosinistra le aumenta

CHIETI. «Il sindaco Di Primio si occupi di Chieti e lasci perdere Lanciano». L’avvertimento, alquanto piccato, arriva dal vicesindaco del Comune frentano, Pino Valente, risentito poiché il primo cittadino teatino, nell’annunciare riduzioni ed esenzioni delle tasse comunali approvate dalla maggioranza di centrodestra, ha incluso l’amministrazione lancianese, di centrosinistra, tra quelle con la tassazione più alta, insieme a Pescara.

«Il sindaco di Chieti e il suo assessore Roberto Melideo hanno preso una grossissima cantonata», ribatte Valente, «la Tasi del Comune teatino è molto più alta di quella che applicherà Lanciano. Bastava una telefonata per sapere che la nostra manovra fiscale 2014, che verrà approvata martedì dal consiglio comunale, prevede un’aliquota base tra le più basse d’Abruzzo nelle città medio grandi, e precisamente l’1,9 per mille contro l’aliquota massima, 2,5 per mille, di Chieti, con una differenza media di oltre il 20% in più di tassazione per gli abitanti del capoluogo».

Ad essere inferiore è l’addizionale, 0,8 per mille a Lanciano e 0,4 a Chieti, ma nel centro frentano, puntualizza Valente, «l’addizionale non rimane nelle casse comunali ma viene ridistribuita totalmente ai cittadini con le detrazioni. La scelta sull’addizionale dimostra maggiore sensibilità della nostra amministrazione nei confronti di chi ha meno, poiché garantisce detrazioni maggiori per le rendite catastali basse e medio basse arrivando addirittura ad azzerare l’imposta alle rendite catastali inferiori a 300 euro. Il sindaco di Chieti, quindi, ha messo al massimo la parte di tassazione sulla prima casa che entra nelle casse del Comune», conclude Valente, «un consiglio: a volte è meglio il silenzio che dire inesattezze».

Il messaggio è arrivato forte e chiaro al sindaco Di Primio che, ieri pomeriggio, ha risposto sul proprio profilo Twitter. «Meglio per i lancianesi, se errore c'è stato chiedo scusa», twitta Di Primio al collega Valente, ma ribadendo subito dopo: «La verità è che il centrosinistra aumenta le tasse ovunque».

Stefania Sorge

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