Chieti pazza di gioia «Iniziata la rinascita»

17 Giugno 2021

I tifosi accolgono i calciatori allo stadio: cori, balli e abbracci

CHIETI. Quando la festa è appena iniziata, e i tifosi balzano come canguri, urlando «grazie ragazzi». Quando è un concerto di trombe, clacson, fischietti, e i fumogeni tingono il cielo con il sole ancora alto. Quando mancano dieci minuti alle sette di sera, il pullman con la scritta “Chieti calcio” arancione entra nel parcheggio dello stadio. È un tripudio di bandiere e di sciarpe, di colori e di selfie. È un’esplosione di gioia che contagia la città. La promozione in serie D, dopo il successo per 3-0 ottenuto a Capistrello, è ufficiale da un paio d’ore. Ma in pochi, considerando la limitata disponibilità di biglietti, hanno potuto seguire la squadra nel secondo match point della stagione dopo la festa rinviata domenica scorsa. E allora l’impresa si celebra qui, in differita, all’esterno dell’Angelini, dopo 90 minuti con gli occhi fissi sugli schermi di pc e smartphone. Lacrime, sorrisi, abbracci: c’è di tutto nel momento in cui i giocatori scendono dall’autobus e si concedono mani e piedi alla folla.
I ragazzi dell’allenatore Alessandro Lucarelli indossano una maglietta bianca con la scritta neroverde “Dedicato a voi” e le due “D” ben in evidenza. È il tributo della squadra a una tifoseria che, anche quest’anno, non ha mai fatto mancare il suo sostegno. Una tifoseria che è ripartita nonostante i fallimenti, le delusioni e l’onta dei campionati minori affrontati negli ultimi anni. Ma oggi non c’è spazio per il passato. Per un giorno è tutto cancellato, evaporato nello spumante che innaffia il popolo teatino finalmente impazzito di gioia. C’è da fare baldoria. E pazienza se ci sono accorgimenti da prendere, mascherine da indossare o che, insomma, bisognerebbe mettersi, cautele con cui inevitabilmente convivere, o quantomeno provarci. La promozione in maschera, anzi in mascherina, ha tante facce che si scoprono volentieri dopo i mesi duri della pandemia.
Intanto partono i cori, quelli classici, «Ce ne andiamo in serie D», scanditi a ripetizione, e gli sfottò ai rivali biancazzurri, «Chi non salta è pescarese». Non può mancare neanche “Loca Loca”, la canzone scritta dall’attaccante Anas Ikramellah, che è anche un rapper: è diventata la colonna sonora della stagione del trionfo, e ballano tutti – calciatori, tifosi, staff tecnico – nella calda serata teatina. Strombazzano le auto che passano in viale Abruzzo, dai finestrini spunta anche qualche bandiera neroverde. Scene del genere, in città, non si vedevano da tempo. Poco importa se la scalata verso le categorie che contano è appena cominciata. «Vincere è sempre bello», è il pensiero comune, e anche se è una frase che potrebbe suonare un po’ banale, oggi è tremendamente vera. Per averne conferma, d’altronde, basta passare dal parcheggio dello stadio, diventato l’epicentro della festa. Il più scatenato è Nicolò Corticchia, che abbraccia tutti. L’attaccante Mattia Rodia sale sulle spalle del compagno di reparto Manuel Spadafora e alza al cielo una sciarpa neroverde. Il difensore Liberato Filosa sfoggia un paio di occhiali a forma di ananas.
Ma il più acclamato è Lucarelli, l’allenatore che è riuscito a riportare i teatini in D dopo il campionato di Eccellenza vinto sulla panchina del Chieti già due anni fa. Sorride e poi si emoziona, l’allenatore originario di Avezzano, quando la curva Volpi ricorda quattro grandi tifosi: i commercianti Piero Di Bartolomeo, vittima del Covid, e Walter Di Leo, morto per un malore improvviso, Clelio Spanò e Roberto Vanni.
«Eravamo certissimi che la festa sarebbe stata solamente rinviata e siamo felici di aver avuto ragione», dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore allo sport Manuel Pantalone, quest’ultimo tra i tifosi insieme al vice sindaco Paolo De Cesare. «Bravi tutti, la meta è raggiunta, in un anno difficilissimo. Vogliamo dare a questa promozione il valore simbolico di una ripresa, della rinascita che tutti speriamo di poter vivere e che, coniugata ai valori dello sport, assume un significato ancora più forte. Adesso si apre la serie D con un nuovo scenario e una nuova grande avventura per crescere e stare dove Chieti merita». La festa si trasferisce prima nei bar dello Scalo, poi la squadra va a cena in un ristorante di Ripa Teatina. È ancora lunga la notte neroverde. La notte della rinascita.
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