Chieti perde le cliniche, oggi il consiglio

Consiglio comunale straordinario, questa mattina, sulla sanità locale che, in virtù del decreto Lorenzin, ha già perso decine di posti letto, nelle cliniche private Villa Pini e Spatocco, per...
Consiglio comunale straordinario, questa mattina, sulla sanità locale che, in virtù del decreto Lorenzin, ha già perso decine di posti letto, nelle cliniche private Villa Pini e Spatocco, per patologie acute e post acute. In aula interverrà l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci al quale l’assise civica chiederà, compatta, un impegno concreto per salvaguardare i parametri di assistenza sanitaria nel capoluogo teatino. In tal senso non usa giri di parole Mario De Lio, capogruppo dell’Udc. “Continua ad essere alta l’attenzione nostra e delle istituzioni teatine sul decreto 70 del ministro Lorenzin che impone alle cliniche private una soglia di accreditabilità non inferiore a 60 posti letto per acuti, per il cui effetto de facto “spariscono” posti letto per patologie acute e post acute dalla città di Chieti, nello specifico nelle cliniche private Villa Pini e Spatocco, per essere praticamente dirottate verso altre strutture dello stesso Gruppo ma a Pescara e Città Sant’Angelo. Questo comporterà- attacca De Lio- un danno economico per il bacino di utenza di Chieti e per le sue aree circostanti e soprattutto un carico maggiore, in termini negativi, per l’ospedale clinicizzato già alle prese con una carenza di personale e con l’insufficienza di posti letto in alcuni reparti.” Il consigliere De Lio, preso fiato, denuncia. “Tutto avviene senza alcuna condivisione, senza una programmazione regionale definita e, fatto ancor più grave, con la segretezza- tuona De Lio- degli atti riguardanti il trasferimento.” Da qui l’esigenza di un dialogo franco da instaurare con la Regione a partire da stamane. “Auspico che ci sia un confronto a chiare lettere già nel consiglio comunale straordinario odierno che vedrà la presenza- sottolinea De Lio- dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci.” (j.o.)

