Chieti piange Rita, la dottoressa italiana uccisa in Kenya

30 Novembre 2015

Freddata a colpi di pistola da rapinatori. Era stata iscritta all’Ordine dei medici di Chieti, il cordoglio di Casale e del rettore

CHIETI. Assassinata dai rapinatori in Kenya. Freddata con un colpo di pistola mentre cercava di difendere la madre da un fendente sferrato con un machete. Rita Fossaceca, 51 anni, originaria di Trivento (Campobasso) era un medico volontario in Kenya. Dal 2004 collaborava con ForLife Onlus, un’associazione umanitaria internazionale. Si era laureata especializzata all’Università D’Annunzio. Per anni ha vissuto nella nostra città alla quale era professionalmente legata a tal punto che era stata iscritta all’Ordine dei medici di Chieti. «Con incredulità e profondo dolore abbiamo appreso del vile assassinio della dottoressa Rita Fossaceca», è il commento commosso di Ezio Casale, presidente dei medici e degli odontoiatri teatini.

Laureata in Medicina e Chirurgia alla D’Annunzio, la dottoressa amica dei bambini africani si era anche specializzata nell’Ateneo di Chieti prima in Chirurgia d'urgenza e poi in Radiologia. Attualmente prestava servizio all’Istituto di radiodiagnostica e radiologia interventistica dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, diretto dal professor Alessandro Carriero, presidente della Onlus ForLife, anch’egli noto a Chieti per aver lavorato come ricercatore associato della D’Annunzio ai tempi del primario di radiologia Lorenzo Bonomo. Anche il rettore, Carmine Di Ilio, ha espresso il suo cordoglio e quello dell’Ateneo.

I banditi hanno ucciso la dottoressa nel villaggio di Mijomboni, a venti chilometri da Malindi, località turistica sulla costa, ferendo altri tre italiani. Sabato scorso, Rita era a cena quando il gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nella sua abitazione. Con lei c’erano il papà Giovanni, la mamma Michelina, lo zio sarcedote, don Luigi Di Lella e due infermiere di Novara, Monica Zanellato e Paola Lenghini, anche loro volontarie dell'associazione For Life. Il commando ha iniziato a picchiare i familiari. Quando la dottoressa è intervenuta per difenderli è stata raggiunta da un proiettile al petto.

La Farnesina ha confermato che si è trattato di una rapina in casa. I responsabili sono banditi comuni. Non ci sarebbe alcun collegamento con il terrorismo. Tra i feriti, oltre alle due infermiere, ci sarebbe proprio il padre di Rita, colpito alla testa e a una spalla. Il personale dell’ambasciata d’Italia a Nairobi sta aiutando i tre connazionali rimasti feriti. Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha espresso cordoglio per la morte di «una persona che so molto amata e rispettata per la sua profonda dedizione e il suo impegno a difesa dei più deboli, malati e donne in Africa. Tutti gli italiani rimasti coinvolti nel feroce atto di violenza si trovano in Kenya per fare del volontariato con una Onlus, una scelta coraggiosa e ammirevole di cui essere orgogliosi».

Il presidente Casale riprende a parlare: «La nostra collega era molto impegnata nel volontariato. In questo periodo, insieme alle due infermiere dello stesso ospedale di Novara, stava prestando la propria opera a sostegno di un orfanotrofio che ospita una ventina di bambini a Mijomboni, piccolo villaggio del Kenya».

La notizia dell’assassinio di Rita ha sconvolto tutti i colleghi teatini che l’hanno conosciuta e stimata. «Il suo barbaro omicidio». prosegue Casale, «ci lascia profondamente sconcertati e ci priva di una collega apprezzata oltre che per le sue capacità professionali anche per la sua intensa carica di umanità dimostrata dal suo impegno civile e dal suo riconosciuto amore per i bambini bisognosi. Ai familiari, a tutti coloro che l'hanno amata e che stanno piangendo la sua scomparsa, ai colleghi che hanno avuto il privilegio di lavorare con lei», conclude il presidente dei medici di Chieti, «va il nostro affettuoso pensiero e la nostra commossa partecipazione al loro dolore».

Un dolore che oggi unisce Chieti, Trivento e quel piccolo villaggio africano dove il medico che amava i bambini ha incontrato la morte.