Chieti piange Valentini

21 Febbraio 2017

Cattedrale gremita di amici e colleghi del medico scomparso a 56 anni

CHIETI. Cattedrale gremita, ieri pomeriggio, per dare l’addio a Maurizio Valentini, che se n’è andato per sempre a 56 anni. «Davanti a me, oggi, ho un ricordo vivo» dice don Nerio «è quello del volto di Maurizio colmo di gioia, quando il figlio Davide si incontrava con Dio nel giorno della sua prima comunione. Maurizio era un uomo semplice, profondo, sincero. E Davide continua per questo a crescere nella bontà». Insieme al parroco anche don Sabatino e ad essere vicino proprio a Davide, ieri, ci sono anche i suoi compagni di scuola. Non si riescono a contare gli amici di una vita di Maurizio, che ieri pomeriggio sono andati a rendergli omaggio. Non possono mancare Angelo De Cesare, Pierluigi De Virgiliis, Fabrizio Crastia, Remo Di Giacomo, Angelo Mosca, Renato e Alessandro De Juliis, Lorenzo Spatocco. Chi, in un modo o in un altro, è sempre stato vicino a Maurizio, nel corso del tempo. E benché ieri fossero lontani a malincuore, a non dimenticarlo sono anche Massimo Mili, Marco De Cesare, Mauro Odorisio e Carlo Miglioli. Tra gli altri, c’erano pure Bruno Di Iorio, Pierluigi Pennetta, Mario Aloè, Tanino Berardi, Walter Palumbo e Luciano Marchionno. E poi tanti i colleghi, che si sono ritrovati per dare a Valentini l’ultimo saluto. Maurizio si era laureato in medicina a Chieti dove, a 27 anni, già lavorava e insegnava sotto la guida del microchirurgo Lucio Achille Gaspari, che all’indomani della scomparsa lo ha ricordato così: «Un professionista molto dotato. Sono sinceramente addolorato per la sua morte». Poi la passione per la fotografia e la pittura, che ha dato vita a tante opere d’arte, come le ventidue immagini esposte alla Bottega d’Arte prima di Natale. Ma quella mostra ha rivelato ancora una volta chi era Valentini, quando l’artista attendeva lì i tanti visitatori e il suo volto restava quello della bontà e della generosità. Il ricavato di quell’esposizione, così, è stato devoluto interamente all’istituto per minori José Soria di La Paz (Bolivia), causa a cui il fotografo e medico teneva immensamente. Una mostra che curò proprio la nipote di Valentini, Luigia Belli. Nella chiesa sono giunti a decine per stare accanto alla moglie di Maurizio, Emanuela, a Davide e alla sorella Graziella. Di fronte all’altare anche i nipoti, tra cui Ottavio Belli. Ma la speranza continua a vivere con il ricordo degli amici di sempre: sarà per iniziativa di Lorenzo Spatocco, coadiuvato da Angelo De Cesare, che sarà istituito un premio di fotografia in memoria di Valentini.