Chieti rinsalda l’amicizia con il Giappone

12 Ottobre 2022

Convegno al Marrucino per ricordare padre Valignani e Di Russo in vista dell’opera Madama Butterfly

CHIETI. Da padre Alessandro Valignano (1539-1606), il missionario gesuita teatino che arrivò per la prima volta in Giappone nel 1579, a Marisa Di Russo, studiosa di cultura giapponese, presidente dell'Associazione Giappone in Abruzzo, venuta a mancare ad aprile scorso. Nel nome di Valignano e della professoressa Di Russo, Chieti torna a rinsaldare i legami di amicizia con il Giappone. Venerdì alle 16,45 al Marrucino si terrà convegno intitolato “L’incontro tra Chieti e il Giappone e il contributo di Marisa Di Russo”, a cura dell’associazione Giappone-Abruzzo dal Fuji al Gran Sasso e con il patrocinio del Comune. L’occasione sarà anche colta per inaugurare la stagione lirica del teatro teatino con la messa in scena venerdì sera della Madama Butterfly, in replica la domenica successiva.
«Il rapporto di amicizia creatosi tra il Comune di Chieti e quello di Minamishimabara, sede del porto in cui il nostro concittadino Alessandro Valignano approdò il 25 luglio 1579», dicono il sindaco Diego Ferrara e il vice Paolo De Cesare, «condensato in un accordo stipulato fra le municipalità nel 2016, è un percorso che vogliamo portare avanti, per dare altre mete al cammino iniziato sei secoli fa». Claudio Caniglia, presidente dell’associazione Giappone in Abruzzo, sottolinea inoltre come «la rappresentazione dell’opera pucciniana al Marrucino è la giusta occasione per riportare l’attenzione sul grande gesuita teatino e per fare il punto su quanto è stato fatto negli ultimi anni, soprattutto grazie all’iniziativa della professoressa Di Russo, e di tutti coloro che l’hanno sostenuta, per far conoscere più ampiamente, a Chieti e nel resto d’Italia, Alessandro Valignano e il Giappone. Questa terra esercitò un grande fascino sull’arte e la cultura europea di fine ottocento e inizio novecento generando un fenomeno noto come Giapponismo. La Madama Butterfly è una delle opere più riuscite all’interno di questo filone. Essa rappresentò un’occasione per entrare in contatto con la realtà “altra” di un Paese che allora si andava affacciando sulla scena storica mondiale. Ma il legame della città di Chieti con il Giappone e in particolare con l’area di Nagasaki risale a un periodo che precede di più di tre secoli la composizione dell’opera pucciniana». (a.i.)
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