Chieti saluta Ulrico De Cesare: «È stato un esempio per tutti»

Gli ex giocatori di basket e la maglia della storica squadra sulla bara per l’addio al costruttore Il ricordo del nipote vice sindaco: «Con lui un rapporto speciale, amava profondamente la famiglia»
CHIETI . La maglia della squadra di pallacanestro sulla bara per l’ultimo saluto a Ulrico De Cesare. Così Chieti ha dato l’addio allo storico costruttore morto a 92 anni. Ieri pomeriggio sono stati celebrati i funerali nella cattedrale di San Giustino alla presenza di istituzioni, imprenditori, parenti ed amici arrivati da tutta Italia. La città ha ricordato il noto imprenditore, nonno del vice sindaco teatino Paolo De Cesare, nelle sue molteplici vesti: da rappresentante della terza generazione di una storica famiglia di costruttori edili alla figura di presidente di una squadra che ha fatto grande il movimento della pallacanestro.
GRANDE PARTECIPAZIONE
Ai funerali c’erano rappresentanti delle istituzioni regionali e locali: tra gli altri, i consiglieri regionali Mauro Febbo, Sara Marcozzi e Barbara Stella, il consigliere provinciale Filippo Di Giovanni, molti rappresentanti dell’amministrazione comunale e della giunta, a partire dal primo cittadino di Chieti Diego Ferrara, il presidente nazionale emerito dell’Ance (l’associazione dei costruttori edili) Paolo Buzzetti, tanti colleghi costruttori, ex giocatori di basket della Birra Moretti e della Rodrigo, le squadre di cui è stato presidente. Tra di loro lo storico capitano della Birra Moretti Massimo Secondini, arrivato da Pesaro, e Filippo D’Ottavio, che è anche il papà della campionessa di ginnastica Fabrizia D’Ottavio.
IL RICORDO
Proprio Secondini e Filippo D’Ottavio hanno voluto ricordare la figura di Ulrico durante la cerimonia funebre. Oltre a sottolineare le qualità umane del loro presidente, si sono soffermati sull’impegno da dirigente sportivo, che ha permesso alla squadra di scalare i vertici della pallacanestro italiana a suon di promozioni, dalla serie C alla serie A. Insieme al sodalizio con cui è stato ai vertici, vanta anche lo Scudetto Ragazzi conquistato nel 1969. Proprio attraverso lo sport, quindi, De Cesare ha portato il nome di Chieti in giro per il mondo: ne è un esempio l’organizzazione del torneo internazionale alla villa comunale, che vide esibirsi in città le migliori formazioni europee.
IL COSTRUTTORE
Laureato alla Sapienza di Roma, presidente del consiglio di amministrazione ed anche direttore tecnico della più antica impresa di costruzioni abruzzesi che porta ancora il suo nome, De Cesare è stato presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia dal 1975 al 1995, oltre che primo presidente della Federazione regionale degli ingegneri d’Abruzzo dal 1996 al 2000. Nella sua lunga attività professionale, è stato responsabile della condotta di lavori per grandi opere realizzate sull’intero il territorio nazionale.
LA FAMIGLIA
La moglie Fernanda, i figli Angelo e Grazia, ed i nipoti Paolo e Federico, hanno dato l’addio al 92enne. Proprio i nipoti hanno voluto ricordarne il rapporto speciale: «È stato un esempio di vita, per noi un maestro che lascia grandi insegnamenti e tutto il suo immenso amore che aveva per la famiglia».
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