Chieti, scoppia lo sciopero delle bollette

16 Giugno 2017

Residenti dello Scalo esasperati in municipio. Il primo cittadino: chiedo all’Aca un nuovo serbatoio

CHIETI. L’impegno a far realizzare all’Aca un nuovo serbatoio idrico per Chieti Scalo c’è. Non c’è quello a fare un’assemblea pubblica allo Scalo per parlare di questi problemi con l’Aca.
Il sindaco Umberto Di Primio, assediato dalle proteste in Comune, getta “acqua” sul fuoco della polemica sfoggiando comprensione e disponibilità al dialogo. Dopo aver assistito impotente al pignoramento della propria sedia da parte della cooperativa Il Girasole che vanta un credito di 90mila euro con il Comune, Di Primo ha incontrato la nutrita delegazione di cittadini esasperati per la mancanza d’acqua. E d’altronde dopo «15 ore al giorno a secco», come ha testimoniato Elda Capriotti, inquilina di via Pansa, gli animi erano piuttosto riscaldati.
Sono arrivati da tutta l’area scalina che dalla Colonnetta arriva al Villaggio Celdit: Maria Britti, Manuela Leandri e Giulia Mennilli di via Pansa, avevano preparato anche dei cartelli di protesta. In tanti hanno minacciato di non pagare più le bollette. Ogni strada aveva un proprio rappresentante: Nora Di Marzio per via Pescara, Sabrina Luparelli per Colle Cucco, Maria Paolucci per via Delitio, Roberto Picciani per la Colonnetta, Marco Schiazza per via Marino da Caramanico e altri ancora. Tutti a testimoniare l’impossibilità di una vita normale con così poca acqua al giorno.
«Una situazione del genere non è giustificabile», ha detto il sindaco nell’intento di calmare la protesta e specificando che le responsabilità dovevano essere attribuite all’Aca e non al Comune.
Di Primio ha anche spiegato come mai nell’ultima settimana, da quando cioè la protesta è finita sulla stampa, c’è più acqua allo Scalo: l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice ha chiesto all’Aca di aumentare la portata idrica nella parte bassa della città. Ma è solo una soluzione tampone. Per risolvere definitivamente il problema, ha detto il sindaco, è un nuovo serbatoio a supporto di quello di via Orsogna posizionato ad un livello superiore a quello delle abitazioni dello Scalo al fine di garantire la giusta pressione dell’acqua.
Ma si tratta di un’operazione lunga e costosa, che comunque il sindaco si è impegnato a «pianificare con Aca nell’ambito del piano degli investimenti dell’Azienda».
I cittadini hanno incassato la promessa del sindaco e se ne sono andati con strette di mano al primo cittadino. L’unico no deciso di Di Primio è arrivato quando Gianluca Squicciarini, residente in via Pescara, ha ricordato la proposta del consigliere Pd Alessandro Marzoli di fare una seduta di consiglio straordinario allo Scalo sul problema acqua, con la proposta di non far pagare le bollette ai residenti che non usufruiscono a pieno del diritto all’acqua. A quel punto il sindaco ha puntato i piedi: «Io mi impegno a risolvere concretamente i problemi», ha detto, «le passerelle fatevele con Marzoli. Per quanto mi riguarda non voglio strumentalizzazioni politiche». (a.i.)
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