«Chieti scoppia, riaprite ora Guardiagrele»

30 Marzo 2018

Ospedali. Il consigliere Caramanico: malati nei corridoi al policlinico, utilizzate le strutture chiuse

GUARDIAGRELE. «La situazione dell’ospedale di Chieti, giunta al collasso, con il Pronto soccorso costantemente intasato di ambulanze e malati sistemati qua e là, nei corridoi dei reparti, rende ormai necessaria la riapertura dell’ospedale di Guardiagrele». A sostenere questa tesi è il consigliere comunale di “Insieme si può”, Franco Caramanico, ricordando che a Chieti continuano ad arrivare pazienti che dovrebbero invece rivolgersi ai Pronto soccorso di Lanciano, Ortona e Pescara.
«Questa situazione», osserva Caramanico, «era da prevedere, dopo la sciagurata programmazione approvata dalla Regione che, in provincia di Chieti, ha chiuso ben sette ospedali: Guardiagrele, Casoli, Gissi, Ortona, Atessa, Villa Pini e Spatocco; con una dotazione di posti letto notevolmente inferiore allo standard nazionale: meno 952 posti letto. L’assessore regionale Silvio Paolucci», precisa Caramanico, «sulla stampa ha affermato che l’unica soluzione è quella di realizzare un nuova struttura e, dato che, Asl e Regione, non hanno fondi, appare obbligatoria la scelta del project financing. Viene allora da domandarsi perché non utilizzare gli ospedali di Guardiagrele, Atessa e Ortona, anziché continuare a perdere tempo dietro a un progetto scellerato che, oltre a provocare un notevole aumento della spesa, presenta anche delle criticità e incoerenze che mettono in discussione il profilo economico finanziario».
Per Caramanico non si può fare a meno di prendere atto che tra i motivi che hanno portato alla chiusura dei piccoli ospedali e indotto la Regione a lasciare nel cassetto ben 433 posti letto, c’è stata anche la volontà di spalancare le porte alla realizzazione di un nuovo ospedale con finanziamenti privati. «È grave», sottolinea Caramanico, «la scelta di Paolucci di continuare a portare avanti la realizzazione di un progetto che in tre anni non ha fatto nessun passo in avanti, senza aver trovato nel contempo un minimo di risposte ai gravi problemi strutturali dell’ospedale di Chieti e chiudendo poi contemporaneamente strutture funzionali. Invece», conclude Caramanico, «ci sarebbe la possibilità concreta di riaprire Guardiagrele per garantire la sicurezza delle aree interne e sopperire alla carenza dei posti letto nel campo medico geriatrico e di dirottare i codici bianchi e verdi nei Pronto soccorso di Guardiagrele, Atessa e Ortona, per decongestionare il presidio teatino e assicurare a quest’ ultimo reparti di eccellenza e un ruolo determinante nel presidio di II livello, in fase di realizzazione».
Giovanni Iannamico
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