Chieti Solidale in crisi Parte lo stato d’agitazione
Feste del 25 aprile e Primo maggio senza soldi per i lavoratori dell’azienda sociale La Uil si appella al prefetto: «Troppi disagi». Il 30 vertice tra Di Primio e sindacati
CHIETI. Restano senza stipendio gli oltre 200 lavoratori della Chieti Solidale. L’azienda pubblica che si occupa della gestione dei servizi sociali e delle farmacie comunali vive momenti di grande incertezza. La notizia del taglio del 15% del finanziamento comunale per i servizi sociali (210mila euro in meno per otto mesi, da maggio in poi), della volontà di vendere una delle tre farmacie comunali, della fusione con la Teateservizi e infine gli stipendi che sarebbero dovuti arrivare a giorni e di cui non si vede ancora nulla, ha gettato sindacati e lavori in grande allarme. La prima sigla sindacale a muoversi è la Uil (nelle due articolazioni Uiltcus, la federazione dei lavoratori del turismo, commercio e servizi, e Uil Fpl che riunisce i dipendenti dei poteri locali) che ha convocato lo stato d’agitazione.
In una nota inviata al prefetto di Chieti, Antonio Corona, i sindacati annunciano l’iniziativa e chiedono una convocazione urgente e il suo intervento per «la definizione puntuale», si legge nella lettera, «della tempistica sull’erogazione degli stipendi al fine di scongiurare ulteriori azioni che potrebbero arrecare notevoli disagi ad una utenza già di per sé delicata».
«Chieti Solidale», dice il segretario regionale Uiltucs Mario Miccoli, «è una delle poche aziende in salute di Chieti e ora, dopo la desertificazione imprenditoriale che ha colpito la città, una realtà con una vocazione sociale rischia con questo esproprio di essere privatizzata, in un periodo tra l’altro in cui assistiamo anche a tagli a livello regionale proprio sul sociale. Non è questa la strada per fare cassa: vanno individuati meccanismi virtuosi, anche europei, per far sì che un patrimonio di tutta la città non venga svenduto ma, piuttosto, continui a generare valore aggiunto come ha fatto finora».
Anche di questo si parlerà nel vertice sindacale del 30 aprile con il sindaco Umberto Di Primio. L’incontro era stato voluto in vista della fusione tra Chieti Solidale e Teateservizi. I sindacati lo hanno richiesto preoccupati di possibili tagli occupazionali, anche se il sindaco aveva assicurato che i posti di lavoro sarebbero stati preservati, dicendosi disponibile a portare all’incontro il piano industriale di Chieti Solidale, prima e post fusione. Nel frattempo, però, è saltata fuori anche la notizia della vendita di una delle farmacie e degli stipendi non pagati. Per ora dal Comune è arrivato soltanto un trasferimento di 232mila euro che non basta a pagare gli emolumenti. Si aspetta che rientrino i soldi della Tari, i cui bollettini sono stati spediti in ritardo. Festa amara, dunque, per i dipendenti, sia quella del 25 aprile che forse anche quella del Primo maggio.

