Chieti. Ylenia Ritucci nominata Cavaliere. A Lampedusa salvò 123 naufraghi

La Comandante in seconda nella Guardia costiera di San Benedetto ha ricevuto ieri l’onorificenza:
«Orgogliosa e grata. Dedico questo prestigioso riconoscimento a mio figlio Leonardo, di 6 anni»
CHIETI
Ylenia Ritucci (40 anni, vastese), comandante in seconda nella guardia costiera di San Benedetto del Tronto e Capitano di Corvetta delle Capitanerie di Porto, è stata nominata Cavaliere della Repubblica. Ieri mattina la ricezione dell’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nel corso della cerimonia che si è svolta alla Villa comunale di Chieti, alla presenza del prefetto di Chieti Silvana D’Agostino, del questore Leonida Marseglia, del sindaco Giovanni Legnini e delle altre massime Autorità civili, militari e religiose. «Un riconoscimento che mi riempie di orgoglio e gratitudine», ammette. E mostrando la pergamena indica la data del 2 giugno scorso, quando è stato firmato il decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Ylenia Ritucci ha guidato la compagnia della guardia costiera nella marcia su via dei Fori Imperiali, a Roma, proprio durante l’ottantesimo anniversario della Festa della Repubblica. Tra le esperienze più significative vissute durante il suo percorso i salvataggi dei migranti al largo di Lampedusa.
Che effetto le ha fatto ricevere l’onorificenza nel corso delle celebrazioni dedicate all’unità nazionale e alle Forze armate?
«Beh, ho provato orgoglio e profonda gratitudine. È stato il coronamento di tanti sacrifici. Tra l’altro non so si tratta di una coincidenza, ma la firma del dpr è avvenuta nello stesso giorno in cui, da comandante della Compagnia d’onore della Guardia costiera, ho marciato su via dei Fori Imperiali. Un’esperienza unica.
A chi dedica il riconoscimento?
«Alla mia famiglia, che ha condiviso i sacrifici assieme a me e soprattutto a mio figlio Leonardo, nato nel 2020 a Pescara. Dopo tre mesi sono diventata comandante della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche. Incarico che ho ricoperto fino al 2023. E così non ho usufruito del periodo di maternità. Non è facile conciliare carriera con la vita da mamma, ma con la giusta organizzazione si può fare».
Quali sono state le principali tappe che l’hanno portata fin qui?
Diverse. Quella che mi ha portato a Lampedusa è stata di sicuro tra le più significative. Faccio un passo indietro. Ho frequentato l’Accademia Navale, poi mi sono laureata in Scienze del Governo e dell’Amministrazione del mare. Dal 2020 al 2023, come ho già accennato, sono stata comandante della Capitaneria di Porto a Civitanova Marche. Sono stata impiegata nelle Capitanerie di Rimini, Ortona, Pescara e attualmente sono comandante in seconda a San Benedetto del Tronto. Da ottobre 2015 a gennaio 2016, e poi ancora da marzo a giugno del 2017, sono stata presso la settima squadriglia di Lampedusa per il rinforzo connesso all’emergenza migratoria».
Che ricordi ha di questa esperienza?
«È stata davvero toccante. Ho visto cose che difficilmente accadono in altri posti. Ho contribuito a numerosi salvataggi. Il più complicato ha riguardato quello che ha coinvolto 123 naufraghi provenienti dalla Libia, tra i quali anche tanti bambini. Lì in realtà i salvataggi erano all’ordine del giorno: sbarchi continui, cinque o sei, nel giro di 24 ore».
Tanti trasferimenti nel corso degli anni, ma lei resta ancorata alla sua città di origine: Vasto.
«Esattamente. Sono abruzzese convinta e continuo a risiedere a Vasto. Nonostante i continui spostamenti, resto particolarmente legata alla mia terra e alla città da cui ho iniziato a coltivare la mia passione».
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