D’Amico: mezzi Tua gratis, si può. La Regione dà soldi in mance

5 Novembre 2026

Il candidato del campo largo: l’autonomia differenziata ci toglierà 450 milioni

TOLLO

L’importanza delle elezioni suppletive, a Tollo, si misura col postamat. La vicenda la ricorda la consigliera comunale pentastellata Giorgia Di Mascio: «Per mesi lo sportello non ha funzionato. Nessuno ci ha dato ascolto finché non abbiamo coinvolto i parlamentari: alle realtà locali serve un dialogo diretto con Roma. Per questo», sentenzia, «dobbiamo far eleggere D’Amico». La sala, piena, applaude.

I tollesi sono gente concreta. La tradizione contadina qui ha radici antiche, le cantine sociali sono state il motore dello sviluppo economico del paese. Non a caso c’è un museo enologico. E non a caso è questo museo a ospitare il comizio serale del campo largo: un mausoleo della storia reale per affrontare i problemi di tutti i giorni. Come un bancomat che ha smesso di funzionare.

Ecco, la realtà. E non le solite promesse elettorali. Luciano D’Amico, a cui l’avversario principale di questa campagna elettorale Mario Colantonio ha affibbiato l’appellativo di “Cetto La Qualunque” per la sua proposta di rendere gratuito il trasporto pubblico, sente di doversi togliere qualche sassolino dalla scarpa. «Colantonio dice che è impossibile, che non si può fare. Dispiace che lo dica chi fa parte del consiglio di amministrazione di Tua. Spero che approfitti della presenza del ministro dei Trasporti Salvini per farsi spiegare come funziona il settore», affonda. Poi il rettore emerito dell’UniTe si spiega: «Per circa l’80% il servizio di trasporto pubblico è finanziato dalle accise sul carburante». Un po’ di stupore in sala. «Sì, quelle che Meloni prometteva di togliere prima delle ultime elezioni», prosegue D’Amico. «Quelle tasse coprono già circa 200 milioni di euro dei nostri costi su 245. Questi altri soldi si possono trovare», assicura, «basta pensare che con l’ultima “legge mancia” la Regione ha distribuito più di 22 milioni di euro. Sono la metà dei soldi che ci servono». D’Amico rincara la dose: «Colantonio potrebbe farsi spiegare da Salvini anche gli effetti che la legge della Lega sull’autonomia differenziata potrebbe avere sull’Abruzzo: anche 450 milioni di euro l’anno in meno da parte dello Stato. Il testo è stato approvato in cdm, presto arriverà alla Camera: sarà una macelleria sociale».

Giro di boa delle 22. La luna è già alta. Il pubblico, stoico, rimane seduto ad ascoltare. Sembra attento. In sala si vedono anche il capogruppo del Pd in consiglio regionale, il tollese Silvio Paolucci, il segretario Daniele Marinelli e il leader dei Gd Saverio Gileno. Una folta rappresentanza dem per sostenere il campo larghissimo di queste suppletive. Donatello D’Arcangelo, della segreteria regionale Avs, ricorda l’importanza di questo maxi formato: «Siamo l’alleanza per la Costituzione. La vittoria di Luciano è il primo passo verso le Politiche. Mandiamoli via: facciamo tornare il Paese dalla parte giusta della storia». L’applausometro tocca il picco massimo.

Va bene il botta e risposta a distanza e le invettive politiche, ma perché andare a votare per eleggere un deputato che rimarrà in carica per pochi mesi? Se si rompe di nuovo il Postamat farà almeno in tempo ad aggiustarlo, si chiede qualcuno. Angelo Radica, il sindaco dem del paese, tenta di motivare il suo popolo: «Noi sindaci non chiediamo la luna, ma l’essenziale. Strade pavimentate, una stazione sicura e non come la nostra, che sta franando. Stiamo vivendo un’emergenza viabilità, il Paese reale chiede aiuto. E sapete cosa ha fatto la Regione in questi anni?», domanda Radica alla sala. «Non ci ha mai ascoltato. Ho anche raccolto le firme di altri comuni della provincia, al di là dei colori politici, per farmi ascoltare. Mi è stato detto che per avere i soldi dovevo attaccare la Provincia (presieduta dal dem Francesco Menna, ndr). Mi sono rifiutato», chiosa il sindaco di Tollo. «Ecco chi sono loro. Noi abbiamo bisogno di gente competente a Roma che ci rappresenti, che porti le nostre istanze. E allora vi dico: siate egoisti, votate D’Amico. Fatelo per voi». Teoria del voto utile in salsa tollese.

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