Chiude la figlia in bagno: a giudizio

23 Novembre 2021

Lanciano. La vicenda durante una discussione. L’accusa è sequestro di persona

LANCIANO. Litiga con la figlia e si arrabbia talmente tanto che la rinchiude nel bagno di casa. A liberare la ragazza trentenne, dopo alcune ore, ci pensa la polizia. Così la mamma finisce sotto inchiesta, poi davanti al giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi con l’accusa di sequestro di persona. Giudice che ieri l’ha rinviata a processo, il prossimo 7 giugno 2022. Non è una banale lite tra una madre, 54enne, e la figlia 30enne ad approdare davanti al giudice Nappi, ma una questione più delicata perché la donna ha problemi di salute. E per capire il quadro familiare in cui la vicenda si è consumata che l’avvocato della 54enne, Paolo Sisti, ha chiesto anche una consulenza psichiatrica fatta da Danilo Montinaro. Lo psichiatra ha spiegato al giudice che nella famiglia ci sono problemi, ma alla fine ha indicato la donna parzialmente capace d’intendere e volere, sapeva in parte quello che faceva, per questo perseguibile a livello processuale. La vicenda risale al dicembre 2019. Le due donne, che vivono nella stessa casa, discutono. Si alzano i toni e alla fine la mamma rinchiude la figlia nel bagno. La ragazza urla, perché la mamma riapra la porta; ma niente da fare. Le urla attirano però l’attenzione dei vicini che chiamano le forze dell’ordine. Arriva la polizia che libera, dopo ore, la ragazza. Scatta però l’indagine per sequestro di persona da parte del pm Serena Rossi e si arriva al gup che decide per il processo, in cui magari emergeranno le ragioni del gesto. (t.d.r.)
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