Chiusi 60 negozi in città, commercio in crisi

22 Febbraio 2020

Confcommercio lancia l’allarme, Tiberio: «Declino da 10 anni, adesso serve il rilancio del settore»

CHIETI. Sessanta saracinesche abbassate nel centro storico di Chieti tra il 2008 e il 2019; altre 11 attività commerciali chiuse, nello stesso periodo, fuori dai confini comunali. È la preoccupante fotografia scattata dalla Confcommercio sul centro cittadino e nell’hinterland chietino attraverso i numeri registrati dall’Ufficio studi nazionale di Confcommercio che ha analizzato 120 Comuni italiani. E Chieti è fra le otto città a rischio di «declino commerciale» secondo Confcommercio. In particolare nel centro storico di Chieti erano 246 i piccoli negozi censiti nel 2008 mentre nel 2019 le attività commerciali sono diventate 186. Meno evidente il calo dei piccoli negozi fuori città dove si è passati dalle 474 imprese commerciali iscritte alla Camera di commercio nel 2008 alle 463 del 2019. «Questo studio conferma e certifica ciò che già viviamo sulla nostra pelle nella città da circa 10 anni. Urge un progetto di rigenerazione urbana, così come auspicato dal nostro presidente nazionale, fondamentale per mettere in campo», dice la presidente di Confcommercio Chieti Marisa Tiberio, «un insieme di attività tendenti non solo alla riqualificazione fisica per migliorare l'estetica cittadina ma soprattutto interventi di natura economica, sociale, culturale e tecnologico-ambientale in grado di migliorare la qualità della vita generale nel rispetto dei principi di sostenibilità e partecipazione». E poi un monito alla politica locale in vista delle elezioni comunali di primavera: «La politica deve finalmente prendere atto dei dati emersi che arrivano in un momento strategico considerando l’imminenza delle elezioni comunali», dice ancora Tiberio, «le città belle e che funzionano sono un grande valore sociale ed economico per i nostri territori. Un motore di occupazione e crescita che non può girare al minimo. Su questo tema aspettiamo di leggere programmi e proposte da parte dei candidati sindaci».