Chiuso il distretto che cade a pezzi Le visite in centro

CHIETI. Chiude domani il distretto sanitario di via Delitio allo Scalo. «Da lunedì», fa sapere la Asl diretta da Thomas Schael, «non sarà erogata più alcuna prestazione presso il distretto sanitario...
CHIETI. Chiude domani il distretto sanitario di via Delitio allo Scalo. «Da lunedì», fa sapere la Asl diretta da Thomas Schael, «non sarà erogata più alcuna prestazione presso il distretto sanitario di Chieti Scalo. Le prestazioni di specialistica ambulatoriale prenotate in precedenza per lo Scalo sono state già ricollocate in centro nella stessa data indicata nel foglio di prenotazione. I pazienti sono stati tutti informati e», assicura la Asl, «non patiranno né disagi né ritardi negli appuntamenti. Stesso discorso per i prelievi e le attività del Laboratorio analisi, tutte accentrate nell’ex ospedale di via Valignani. Indicazione, quest’ultima, valida anche per gli utenti che finora hanno effettuato i prelievi in ospedale: da lunedì tutta l’utenza esterna dovrà recarsi nel Centro prelievi di Chieti città, compresi quanti devono sottoporsi ad accertamento dello stato di alterazione psico-fisica alla guida. Infine per le attività di prenotazione e cassa del Centro unico di prenotazione (Cup) i cittadini possono utilizzare quello dell’ospedale Santissima Annunziata e del distretto sanitario di Chieti centro; quest’ultimo anche per scelta e revoca del pediatra di libera scelta e del medico di medicina generale».
Ma la decisione di chiudere la struttura, seppure da più parti invocata, ha suscitato polemiche. Se le pessime condizioni dei locali di via Delitio sono indubbie, ci si aspettava, comunque, che prima di chiudere il distretto, la Asl avesse già una sede sostitutiva. «Venerdì scorso ho fatto 17 telefonate alla Asl per cercare di parlare col direttore, ma non c’è stato verso», dice Camillo Carapelle del comitato ChietiscaloNoi. «Gli abbiamo scritto anche due lettere, una il 10 e l’altra il 24 ottobre. Ma niente. Ha sbagliato a chiudere il distretto senza un’altra sede, perché ha creato un grave disagio agli utenti, soprattutto ai più anziani, che sono poi la maggior parte». Contro la decisione di Schael anche il consigliere comunale Pd Luigi Febo: «Il distretto sanitario scalino raccoglie un’utenza di 30.000 abitanti, la sua chiusura è il primo atto della nuova giunta regionale sulla sanità teatina. Un disservizio, questo, che lascia il solito amaro in bocca: quel sapore di poco rispetto per i cittadini!».
Intanto la Asl ha emesso un avviso esplorativo per reperire un immobile allo Scalo da adibire a sede del distretto e del consultorio familiare che si trova alla stazione. L’avviso scade il 29 novembre. (a.i.)
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