Chiuso un ristorante abusivo: era in un immobile del Comune

7 Settembre 2024

Il locale mascherato da associazione di promozione sociale con ingresso riservato ai soli soci In realtà era un’attività imprenditoriale a tutti gli effetti: trovate più di venti persone a pranzo

CHIETI. Il ristorante abusivo era in un immobile di proprietà del Comune di Chieti. A scoprirlo, in pieno centro, è stata la polizia di Stato, durante un controllo disposto dal questore Aurelio Montaruli: il locale, a tutti gli effetti di tipo “imprenditoriale”, era mascherato da associazione di promozione sociale. L’attività è stata immediatamente sospesa e al titolare verrà contestata una maxi sanzione amministrativa per diverse migliaia di euro. Il blitz rientra in una serie di «controlli di prevenzione e repressione dei fenomeni di illegalità che riguardano le attività economiche sottoposte a licenza o autorizzazione».
L’attenzione degli agenti si è rivolta verso il settore della ristorazione, con verifiche che hanno interessato un esercizio, nel cuore della città, che – almeno sulla carta – si presentava come «un ente del cosiddetto terzo settore dedito ad attività di interesse generale e senza scopo di lucro» e, per questo sottoposto, a un regime fiscale agevolato. All’ingresso era stata anche affissa una targhetta con l’indicazione che l’accesso era riservato ai soli soci. In realtà, ormai da anni, si trattava di un vero e proprio ristorante.
L’ulteriore conferma – semmai ce ne fosse bisogno – è arrivata due giorni fa, quando è scattato il sopralluogo: nel locale c’erano più di venti clienti che stavano pranzando. Ed è stato accertato che nessuno di loro era socio della fantomatica associazione culturale. In altre parole: chiunque poteva entrare e mangiare, naturalmente pagando.
E non è finita qui, perché i gestori non hanno fatto nulla per nascondere il loro locale abusivo che, peraltro, si trova in una porzione di edificio presa in affitto dal Comune. Basti pensare che il titolare lo pubblicizzava con tanto di sito internet. «Se volete trascorrere una stupenda serata con la vostra famiglia gustando specialità italiane», si legge sulla pagina web, tuttora attiva, «date un’occhiata al nostro ristorante». A tutto questo, si aggiungono le decine di recensioni pubblicate su Google dai clienti. Tra questi, nel corso degli anni, ci sono stati anche attori famosi che si sono esibiti in città: lo dimostrano le foto pubblicate. «Sapremo stupirvi con le nostre ricette saporite in ambienti davvero unici», è scritto sempre sul sito internet. Peccato che quegli stessi ambienti siano totalmente “fuorilegge”. Sono state riscontrate gravi carenze igienico sanitarie, soprattutto dal punto di vista strutturale: mancano, per esempio, sia l’anti-bagno che lo spogliatoio dei dipendenti. Sono state contestate anche la presenza di un lavoratore in nero, la non conformità dell’impianto elettrico e di quello di aerazione e l’assenza del Documento di valutazione dei rischi, obbligatorio per ogni impresa, che ha la finalità di individuare tutte le misure da adottare per prevenire e contenere gli infortuni e le malattie professionali. Alla luce di tutte le irregolarità, è scattata la chiusura. L’operazione ha visto in prima linea un team specializzato messo a disposizione da più uffici: la squadra amministrativa della questura di Chieti, sotto il coordinamento del primo dirigente Pierfrancesco Muriana, l’Ispettorato territoriale del lavoro e il Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione della Asl.
Nello stesso contesto operativo, questa volta anche con il supporto della polizia stradale di Chieti, sono state sottoposte a controllo un’attività di rivendita di auto usate e un’azienda specializzata nel recupero e smaltimento di rifiuti speciali e materiale ferroso. In questo caso, le attività sono risultate in regola con la normativa di settore.
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