Chiusura del distributore: 670 no

Rapino. La minoranza: il sindaco rinnovi la concessione all’impianto di carburanti
RAPINO. Un’area parcheggio al posto del distributore di carburanti. L’ipotesi non piace alla minoranza consiliare che ha avviato una petizione per chiedere al sindaco di tornare indietro sulla propria decisione, rinnovando la concessione delle aree al distributore. La petizione, a firma dei consiglieri comunali Carmine Manzi, Simone Amoroso e Amedeo Pasquale, è stata sottoscritta da 670 persone. Il documento, oltre che al sindaco Rocco Micucci, è stato inviato per conoscenza anche al prefetto Giacomo Barbato.
«Che utilità avrebbe la chiusura di tali attività decisa dall’amministrazione comunale non concedendo il rinnovo della concessione delle aree interessate», si chiedono Manzi, Amoroso e Pasquale, «visto che la società petrolifera è intenzionata a rinnovare la concessione e non chiudere l’impianto, come accaduto in altri paesi vicini. Non è forse comodo a tutta la popolazione di Rapino e dei paesi limitrofi avere la possibilità di mettere benzina e gasolio ai propri veicoli? Si fa inoltre notare che il nostro paese ha una popolazione di poco superiore ai mille abitanti con una rilevante componente di persone anziane e che subisce ormai da anni il rischio di abbandono della già scarsa popolazione giovanile, per cui si ritiene che il mantenimento di tali servizi sia essenziale e utile anche in caso di emergenze come quelle, già verificatesi nel recente passato, di prolungate e ormai ricorrenti interruzioni di energia elettrica dovute a condizioni meteorologiche gravi». I tre consiglieri sollevano anche il problema della perdita di due posti di lavoro che si verificherebbe nel caso chiudesse l’impianto di distribuzione. Perdita di posti di lavoro, sottolineano i rappresentanti dell’opposizione, «neppure minimamente ripagata dall’alternativa prevista dall’amministrazione comunale con la creazione di un’area parcheggi per auto».
Manzi, Amoroso e Pasquale infine annotano come gli impianti abbiano «una propria area autonoma dalla sede stradale principale» e che gli stessi «risultano a norma. Nel recente passato, la società petrolifera proprietaria e la società che li gestisce hanno investito in tecnologia e sicurezza, dimostrando di voler continuare le proprie attività e rimanere nel nostro piccolo comune».

