«Ci sono anche reati ambientali ed edilizi»

Il pm contesta lo smaltimento di rifiuti pericolosi nello stabilimento e la costruzione di due capannoni
VASTO. Non solo omicidio colposo plurimo e disastro colposo: la procura di Vasto accusa i vertici della Esplodenti Sabino anche di aver «illecitamente effettuato, all’interno dello stabilimento, un’attività di raccolta e smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi». Le violazioni, sempre in base alle contestazioni del pm, sono state accertate nel corso delle indagini sulla tragedia costata la vita a tre operai.
Il presidente del consiglio di amministrazione Gianluca Salvatore, l’amministratore delegato Sabino Salvatore, i membri del cda Massimo, Gabriella e Marco Salvatore e il direttore dello stabilimento Giustiniano Tiberio non avrebbero dunque rispettato norme ambientali. Più nel dettaglio, gli indagati avrebbero «stoccato, in assenza di titoli autorizzativi, rifiuti pericolosi e non pericolosi, posti su nudo terreno, all’interno di cisternette, in più aree dello stabilimento, in assenza di un idoneo bacino per impedire e contenere eventuali sversamenti in danno del suolo, sottosuolo e acque superficiali e sotterranee». Sarebbero stati poi «smaltiti illecitamente, attraverso operazioni di incenerimento all’interno del forno statico», rifiuti pericolosi e imballaggi, panetti filtranti e scarti di lavorazione altrettanto pericolosi, «costituiti da acque contaminata da miscele esplosive». Non sarebbe stata neppure rispettata «la disciplina dettata dalla Regione Abruzzo in materia di scarichi». Il pm contesta ai sei indagati anche la violazione di norme edilizie «per aver realizzato, in concorso tra loro, due capannoni in assenza di regolare permesso di costruire». (g.let.)
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