“Ciao Adriana, sei sempre con noi” Striscione e palloncini per l’addio

28 Maggio 2021

In tanti ieri all’ultimo saluto all’alunna della media Mazzini di Lanciano stroncata da una malattia A ottobre in un compito aveva scritto: «Mi sono successe tante cose, mi nascondo dietro un sorriso»

SANTA MARIA IMBARO. «Il mio aggettivo: forte». Così Adriana Di Scipio, strappata alla vita a 13 anni da una leucemia fulminante, si descrive in un compito di italiano di ottobre. Un testo che prende spunto dalla canzone di Alessandra Amoroso, “Dalla tua parte”, in cui Adriana svela il suo essere forte e fragile allo stesso tempo. «Mi sono successe tante cose ma mi sono sempre nascosta dietro un sorriso», scrive, lei che tutti ricordano col sorriso sempre sulle labbra. «Sono quella ragazza che ha sempre aiutato gli altri lasciando da parte i suoi problemi. Sono quella ragazza che il giorno è più solare del sole e la sera si rinchiude in quelle 4 mura e piange. Sono quella ragazza che crede in se stessa, si reputa una persona forte. Sono molto fortunata e ho superato molte cose che ora vedo come un semplice ricordo».
Una descrizione letta dalla sua professoressa della 3ª A della scuola media Mazzini, diretta dalla preside Mirella Spinelli, durante il funerale di ieri mattina nella chiesa di Maria Santissima, a Santa Maria Imbaro. La bara bianca coperta da rose bianche abbracciata dallo striscione degli amici delle elementari di Marcianese: “Eddy sarai sempre con noi, la tua V B”. Amici che si sono ritrovati nella sala della parrocchia di Sant’Antonio, a Lanciano, per fare lo striscione, dimostrare l’affetto per un’amica che ha colorato un pezzo delle loro vite. E poi i palloncini bianchi volati verso di lei, angelo tra gli angeli.
«So che mi senti perché Dio ti stringe tra le sue braccia, angelo bello, ma mi mancherà il tuo melanconico sorriso. Ci sei mancata in questi mesi», riprende la prof, che con la 3ª A che non l’ha mai abbandonata. “E c’è una parte di te che è una parte di me che non andrà via in un attimo. Ciao piccola stella”, aggiungono i ragazzi della 3ª A. Ha scritto “forte” Adriana e tanta forza ne ha avuta nei mesi bui della malattia e tanta dovrà darne ai genitori, Rachelina Martelli, avvocato, Claudio dipendente Asl, e al fratello Giovanni. Dovrà dare forza agli amici e a quanti l’hanno conosciuta: molti in chiesa con gli occhi gonfi di lacrime, i singhiozzi, il cuore spezzato e la mente a cercare rifugio nei ricordi. Un dolore impossibile da descrivere, che fa capire il vuoto che lascia Adriana, il suo sorriso, la sua giovialità, il suo protestare se una cosa non le andava giù. «Siamo qui a salutarti», chiude la prof, «a distanza come eravamo abituati a fare in questi mesi con te...forse ci hai voluto allenare all’idea di parlare con te in modo diverso. Ti immagino discutere con tutti, anche lassù, ma di una cosa sono certa: ora troverai le risposte che cercavi». (t.d.r.)