«Ciao Stefania dalla mamma e da papà»

L’ultimo saluto struggente del padre Alberto alla ragazza morta a 24 anni. Don Michelangelo: «Ora lei è con Dio»
CHIETI. «Amavo Stefania, l’avevo vista crescere, l’ho battezzata, ricordo ancora il giorno, era il 19 maggio del 1990. L’ho accompagnata durante il suo percorso cristiano e avrei voluto presiedere un’altra celebrazione, il matrimonio con Gianluca. Ma ora lei è con Dio. Lontana da tribolazioni ed affanni».
E’ con il dolore nel cuore che monsignor Michelangelo Tumini, parroco di Sant’Agostino, ha invitato a non cedere alla disperazione di fronte a una morte ingiusta e assurda, come lo può essere quella di una ragazza di soli 24 anni. Tantissima gente ha affollato la splendida chiesa di Sant’Agostino, nel quartiere Santa Maria, per il funerale di Stefania Capodifoglia, morta nel sonno nella notte tra martedì e mercoledì a causa di un problema cardiaco, come ha stabilito l’autopsia effettuata dal medico legale Cristian D’Ovidio. Stefania era molto attiva nella vita parrocchiale. La chiesa, infatti, è stata riempita in ogni angolo, con gente in piedi dal portone d’ingresso sino all’altare. In tanti, però, non sono potuti entrare e hanno dovuto attendere fuori. L’arrivo e l’uscita del feretro ha comportato anche qualche intralcio alla già problematica viabilità del quartiere.
Don Michelangelo conosceva bene Stefania, che fra le altre cose faceva anche la catechista. Non avrebbe potuto, perciò, fare una predica neutra e così ha condito il suo parlare di tanti ricordi legati alla vita della ragazza, non senza far trasparire un profondo dolore, mitigato solo dal tentativo di infondere speranza, soprattutto nei cuori di papà Alberto e mamma Silvia. «Capisco, sebbene non fino in fondo, come ti senti Silvia», ha detto rivolgendosi alla madre, «anch’io, come te, avrei chiesto se dal cielo ce la potevano lasciare ancora un po’. Ma lei adesso è con te».
Ad affollare al chiesa anche gli scout teatini, arrivati in divisa, con le loro insegne e i capi scout giunti da tutta la regione. Stefania ricopriva l’incarico di aiuto capo cerchio del gruppo Chieti 2. Commovente il messaggio delle amiche Giulia ed Elena, letto a fine messa a nome del gruppo scout, dei catechisti e dell’Azione cattolica: «Eri sempre pronta a partire, ma questa volta te ne sei andata troppo presto. Con te abbiamo riso, amato, gioito, pianto e sofferto. I tuoi sogni resteranno dentro di noi. Ci darai la forza da lassù».
Struggente, infine, il saluto dal padre Alberto, che centellinando a fatica le parole, ha voluto ringraziare tutti per la vicinanza dimostrata: «Non auguro a nessuno una situazione del genere», ha detto, «So io la sofferenza che sto passando. Ciao Stefania, papà e mamma che ti vogliono bene».
Arianna Iannotti

