Ciapi, Ferrara contro la Regione: paghi gli stipendi a 40 dipendenti

15 Gennaio 2021

Il sindaco è sul piede di guerra: «Costituiremo una task force di esperti per tutelare i lavoratori» E il direttore Cacciagrano si dice pronto alla battaglia legale: «Chiediamo solo il rispetto delle leggi»

CHIETI. Affondo del Comune contro la Regione a sostegno del Ciapi, il centro di formazione regionale con sede allo Scalo che la Regione ha deciso di chiudere. Il sindaco Diego Ferrara sosterrà sia la battaglia legale, affinché i 40 lavoratori ed ex dipendenti ricevano stipendio e tfr maturato, e sia la battaglia politica, affinché la Regione ritiri tutti gli atti della procedura di scioglimento, a partire dalla delibera dell’estate 2019 che ha avviato l’iter. «Costituiremo una task force di esperti che possa seguire da vicino le vicende del Ciapi, che è un pezzo di storia non solo regionale ma anche teatino e per questo va tutelato», ha detto il sindaco in una riunione con il direttore del centro di formazione, Paolo Cacciagrano, e con i dieci dipendenti rimasti al lavoro senza percepire stipendio da 4 anni. «Non è nostra intenzione andare in Regione col cappello in mano», ha sottolineato Cacciagrano, «noi chiediamo solo il rispetto delle leggi. Chiediamo la revoca della delibera con cui la giunta regionale ha deciso lo scioglimento del Ciapi, perché parte da presupposti errati. Non è esatto dire che la sospensione dell’accreditamento sia scaturita da problemi del Ciapi, quali la mancata approvazione dei bilanci e l’irregolarità contributiva (Durc); la verità, invece, è che qui ci troviamo di fronte a inadempimenti statutari da parte della Regione. È la Regione (che per statuto approva i bilanci ed è detentore del 97% delle quote) che non ha approvato i bilanci ed è sempre la Regione che non ha pagato al Ciapi gli oltre 5 milioni di euro che, nella delibera di giunta 558 del 2014, essa stessa dice di dover dare al Ciapi. Dal canto nostro andremo avanti con la notifica dell’atto di precetto nei confronti della Regione e se continuerà a restare inadempiente, saremo costretti a rivolgerci al giudice amministrativo per chiedere la nomina di un commissario ad acta che adotti gli atti che avrebbe dovuto adottare la Regione».
Nato 53 anni fa, il Ciapi ha rappresentato negli anni un fiore all’occhiello della formazione regionale. All'inizio del 2000 contava oltre 100 dipendenti e aveva progetti di formazione anche all’estero. Oltre 40mila i giovani formati dal punto di vista professionale poi, però, si assiste a un rapido declino. La giunta regionale di Luciano D’Alfonso cerca di salvare il salvabile, quella di Marco Marsilio, invece, non sta tanto a ragionarci sopra e decide la chiusura. A sei mesi dall’insegnamento, in una riunione con 3 assessori presenti su 6 (assente anche Mauro Febbo), adotta la delibera di scioglimento. A dicembre 2019, sulla scorta della delibera regionale, è la stessa assemblea dei soci (con i voti favorevoli di Regione e Provincia di Pescara e il voto contrario della Provincia di Chieti presieduta da Mario Pupillo) a votare lo scioglimento. Lo scorso 3 agosto è stato nominato un commissario liquidatore, Gabriele Di Natale, che sta portando avanti le pratiche di liquidazione ma non ha ancora provveduto ai licenziamenti solo perché i decreti anti-Covid non lo hanno permesso.