Ciapi, Liberati non accetta e Febbo accusa D’Alfonso

12 Giugno 2015

CHIETI. Tempi duri per il Ciapi. Sembra, infatti, che il commissario nominato dalla Regione a capo del centro di formazione abbia deciso di non accettare l’incarico. È quanto fa capire il consigliere...

CHIETI. Tempi duri per il Ciapi. Sembra, infatti, che il commissario nominato dalla Regione a capo del centro di formazione abbia deciso di non accettare l’incarico. È quanto fa capire il consigliere regionale Mauro Febbo che punta il dito contro il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. «Il presidente continua con le chiacchiere a giocare sulla pelle di tanti abruzzesi e anche sul futuro del Ciapi si è mostrato tanto ambizioso quanto inconcludente. Il copione è sempre lo stesso: la presa in carico della vertenza con l’impegno di risolvere tutto, i grandi proclami, la visita promozionale con passerella a favore di tv e giornali, l’annuncio di provvidenziali nomine e il solito risultato: tutto ancora fermo, anzi il malato diventa moribondo!». Febbo ricorda che per il Ciapi la Regione aveva nominato un nuovo commissario nella figura del commercialista teatino Giancarlo Liberati, ma, aggiunge il consigliere, «la delibera di Giunta 334 del 5/5/2015 arbitrariamente e arrogantemente non è stata pubblicata e resa esecutiva, perché? Forse perché il noto professionista non ha accettato l'incarico in quanto le rassicurazioni di avere fondi si sono rilevate le solite "balle dalfonsiane" ». (a.i.)