Cicchitti si arrende: addio all’ospedale

Atessa, amaro commento del sindaco: «Per salvarlo serviva unità, il Pd locale si è svegliato tardi»
ATESSA. Ne ha per tutti il sindaco Nicola Cicchitti: per il governatore Luciano D’Alfonso, l’assessore Silvio Paolucci e il comitato spontaneo in difesa del territorio che «vanno a braccetto per scorrettezza e mancanza di rispetto verso l’istituzione Comune». Quindi spiega le ragioni della sua esternazione: «Il comitato “spontaneo” pensa di utilizzare il Comune come uno zerbino e a suo piacimento; ottiene un incontro con l’assessore Paolucci e non ritiene di dover coinvolgere il sindaco e il consiglio comunale». Poi è la volta di D’Alfonso: «Pur avendo ricevuto la richiesta per un incontro dal consiglio comunale e dallo stesso comitato, ormai da 50 giorni non si degna di una risposta, come ormai da dodici giorni non si degna di fissare un incontro richiesto da 29 sindaci del territorio per un confronto sulla sanità delle aree interne».
Per il sindaco di Atessa «la realtà è amara. Con manifesto pubblico il gruppo Pd in consiglio regionale ha dichiarato di voler trasformare il nostro San Camillo in ospedale di comunità, ovvero un cronicario dove l’attività medica non sarà neanche ospedaliera e dove verrà meno il pronto soccorso. Per vincere la battaglia per il San Camillo ci voleva unità, che è venuta meno per il comportamento strumentale dello stesso comitato che ha manifestato coinvolgimenti di parte essendo composto di figure con trascorsi politici e/o militanza attuale in partiti e movimenti, nonostante la disponibilità e la collaborazione dimostrata dall’amministrazione comunale. A dimostrazione di ciò si noti la vistosa assenza del comitato alla manifestazione tenutasi a Lanciano domenica 10 aprile contro il possibile insediamento di un inceneritore in Val di Sangro. Spiace che solo oggi il Pd atessano faccia sentire, sul Centro, la propria voce per un altro furto di figure sanitarie: l’ultimo anestesista rimasto al San Camillo e spostato all’ospedale di Lanciano con ripercussioni negative sia per la diagnostica per immagini sia per l’assenza di rianimatori ai reparti di medicina e lungodegenza. L’asfissia continua e il destino del San Camillo è segnato, anche se ci vogliono far capire ben altro con promesse di scarsa credibilità».
Matteo Del Nobile

