Cicchitti: «Vogliamo un ospedale vero»

29 Aprile 2016

ATESSA. Via letti e tavoli chirurgici dal San Camillo. Il blocco operatorio trasloca e il sindaco Nicola Cicchitti punta il dito contro la giunta regionale che «gioca su due tavoli: il presidente...

ATESSA. Via letti e tavoli chirurgici dal San Camillo. Il blocco operatorio trasloca e il sindaco Nicola Cicchitti punta il dito contro la giunta regionale che «gioca su due tavoli: il presidente Luciano D’Alfonso snobba e ignora un consiglio comunale e 29 sindaci che chiedono da due mesi un incontro per l’ospedale, mentre l’assessore Silvio Paolucci fissa un incontro al comitato spontaneo. Veramente un bell’esempio di rispetto ai sindaci e al territorio», rimarca Cicchitti, «solo promesse sul futuro dell’ospedale che pare soddisfino il comitato. In sostanza ci vogliono propinare un ospedale di comunità “in”. In sostanza si sorvola sulla “rapina” del reparto di Medicina e Lungodegenza, in cambio della proposta di 20 posti letto di Rsa e di Ra, una casa di riposo per anziani che il Comune già possiede dal 1989 in largo Castello con 24 posti. La realtà amara è che D’Alfonso e Paolucci ci hanno chiuso le sale operatorie, a differenza di Chiodi che invece ci ha garantito fino al 30 marzo 2015 la loro operatività». Cicchitti dà poi un affondo al “comitato”: «Abbiamo preso le distanze perché c’era e c’è qualcuno nell’ombra che, operando a stretto contatto con lo stesso comitato e gli organi regionali, ci voleva coinvolgere per farci accettare quanto il comitato, oggi, sostiene con soddisfazione, ovvero promesse mortificanti per il Comune». Secondo Cicchitti, lo stesso Pd locale non condivide le decisioni della politica regionale e ha manifestato le sue perplessità anche in occasione del recentissimo congresso locale. «L’amministrazione comunale», conclude il sindaco «vuole un ospedale vero come lo era fino al 30 marzo 2015 per dare risposte concrete ai propri cittadini e a quelli del territorio». (m.d.n.)