Ciclabile, esposto su pericolosità e costi

8 Maggio 2019

Taglieri (M5S) manda le carte in Procura e alla Finanza: in pericolo la sicurezza dei cittadini e la spesa è tra le più alte d’Italia 

LANCIANO. Nuovo esposto su via Del Mare e pista ciclabile. Questa volta a informare dell’opera la Procura, ministero dei Trasporti, Regione, Corte dei conti, Guardia di finanza e prefetto, è il consigliere regionale dei 5 Stelle Francesco Taglieri che chiede ispezioni su una pista «che mette in pericolo la sicurezza dei cittadini e non rispetta le normative» e sui costi di realizzazione «molto più alti rispetto al resto d’Italia».
I PRECEDENTI. La denuncia si aggiunge agli esposti fatti nei mesi scorsi dall’associazione Ascom Abruzzo, che ha evidenziato il problema della scarsa sicurezza della pista che il 12 aprile scorso ha ottenuto il collaudo funzionale. A marzo, poi, il ministero dei Trasporti era intervenuto invitando il Comune a «chiudere in autotutela la ciclabile viste le criticità, come le tante intersezioni stradali». Invito rispedito al mittente dal vicesindaco Giacinto Verna: «Non rientra tra le competenze del ministero valutare i progetti di altri enti né verificare l’adeguatezza dei lavori».
IL NUOVO ESPOSTO. Ora sono i 5 stelle a puntare il dito contro una pista non sicura, che ha «costi folli» e che «non rispetta le normative». «Chiariamo subito: non saremo mai contrari alle piste ciclabili», dice Taglieri, «uno dei punti cardine del M5S è la mobilità sostenibile ma quello che viene vissuto a Lanciano ogni giorno è inaccettabile». Taglieri ha fatto diverse ispezioni anche con l’ingegnere Federico Violante, evidenziando continue criticità: scarsa visibilità agli incroci, mancanza del cordolo per l’intero tratto della pista, di un’ordinanza di attuazione (d.l.285/92), mancato rispetto delle norme del Dm557/99.
LE CRITICITÁ. «Partiamo dagli incroci», si legge nell’esposto che ha una dettagliata relazione fotografica, «per immettersi nella carreggiata, le auto devono invadere la pista senza avere la visuale libera, rischiando così di urtare il ciclista. Diversi incidenti hanno avuto esattamente questa dinamica. L’amministrazione comunale ha posto degli specchi che però non sono di aiuto, e abbassato a 10 km/h la velocità lungo tutta la ciclabile, nonostante la velocità di progetto consigliata dalle linee guida sia di 20 km/h. Difficile quindi non associare la scelta a un’ammissione di inconsistenza progettuale». Poi manca l’ordinanza che doveva essere propedeutica a ogni intervento. «Manca», sostiene l’ingegnere Violante, «un cordolo separatore per circa la metà del percorso nonostante sia obbligatorio essendo questo tratto di pista a doppio senso di marcia e sul lato sinistro della strada. Pista che addirittura si sovrappone a un parcheggio privato su via Panoramica». E ancora le larghezze della ciclabile «non rispettate sul marciapiede che da via Alba va verso l’ospedale che scende sotto i 2 metri in più punti», e soprattutto il problema della pista che si trova sul lato opposto della strada (a sinistra) per il ciclista che, «tenendo la destra si immette in via del Mare tagliando la strada in diagonale in pieno incrocio».
I FONDI. «Per realizzare quest’opera sono stati spesi oltre 647mila euro di soldi pubblici», chiude Taglieri. «Il costo al metro lineare è superiore alla media dei computi metrici del resto d’Italia. Qui la pista è costata circa 740 euro al metro lineare, di solito se ne spendono 50-60 al metro dove è realizzata con l’apposizione di segnaletica sull’asfalto, o 250 euro al metro se devono esserci opere murarie. Ho interpellato il ministero perché valuti la regolarità della pista, invitato la Regione a fare valutazioni economiche sull’opera e chiesto alla Corte dei Conti se nel comportamento dell’amministrazione siano riscontrabili condotte che possano aver causato un danno alle tasche dei cittadini».
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