Ciclabile sotto inchiesta «Stop allo spreco di soldi»

25 Febbraio 2019

Reazioni all’iniziativa della Procura che ha aperto un fascicolo sul tracciato pericoloso Paolucci (LiA): quest’opera è un’offesa ai cicloamatori, danni alle casse comunali 

LANCIANO. «Mi auguro che di fronte a due indagini, quelle della Procura e della polizia stradale, qualcuno si fermi e rifletta. Sbagliare è umano, perseverare in questo caso può diventare molto diabolico perché potrebbero aggiungersi ulteriori danni alle casse comunali». A parlare è Tonia Paolucci, capogruppo in consiglio comunale di Libertà in Azione (LiA), dopo la notizia di un’inchiesta della Procura di Lanciano e le verifiche da parte della polizia stradale di Lanciano chieste dal comando provinciale di Chieti sulla ciclabile e la via, oltre che a un altro esposto di Ascom alla Regione. «È arrivato il momento che tutta l’amministrazione faccia una grande riflessione», dice Paolucci, «la pista ciclabile non è stata voluta solo dall’assessore Giacinto Verna, ma da un intero esecutivo che in maniera testarda continua a difendere l’indifendibile senza accettare alcun confronto».
Il riferimento è alle proteste dei commercianti, alle petizioni, due, con 2.500 firme raccolte prima per non realizzare la pista e poi per le modifiche anche sulla viabilità come il doppio senso su via Firenze, la segnaletica migliore, la sistemazione di via Panoramica e della sua pista. «Che non è una pista», spiega Paolucci, «ma un’offesa ai ciclisti: stretta, attraversata anche questa non solo da strade e accessi privati, ma dai parcheggi di due negozi, con un tratto non protetto da guardrail. Noi non siamo contrari alle piste ciclabili ma vanno fatte con criterio, dov’è possibile. Siamo contrari allo spreco di soldi pubblici, come accaduto per via del Mare: 835.000 euro spesi a cui ora si aggiungono altri 40.000 per la messa in sicurezza». Lavori che da questa mattina porteranno alla chiusura di sei tratti della pista su cui bisognerà intervenire per la colorazione, in particolare del cordolo in cemento, la segnaletica, la creazione di 12 parcheggi alla rotonda di Santa Giusta. «Chiude una strada che è un cantiere da anni», riprende la consigliera di LiA, «e si chiede gli uffici comunali, dotati di tecnici capaci e competenti, in tempi brevissimi, di far diventare, con una bacchetta magica, una pista ciclabile a norma».
Che non sia a norma lo ha rilevato già il comandante della polizia municipale, Guglielmo Levante, nel maggio 2017, sulla scorta del decreto 557 del novembre 1999 che prevede la ciclabile separata fisicamente dalla strada mentre quella di via Del Mare è interrotta da 6 intersezioni stradali e 33 accessi laterali e sul fatto che non c’è un’ordinanza che la disciplini e che arriverà, come ripetuto dalla giunta, quando sarà ultimato anche il secondo lotto di lavori. Nel frattempo, però, sono passati due anni, ci sono stati incidenti auto-bici, macchine finite sui cordoli e disagi per i residenti, costretti a giri enormi per poter tornare a casa, ai commercianti che hanno visto dimezzati gli incassi.
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