Cinema, destino segnato «Ma vogliamo salvarlo»

Pupillo: per la ristrutturazione ci vogliono 600 mila euro che non abbiamo Bisogna rivedere la convenzione con il gestore perché il Comune è penalizzato
LANCIANO. Sono necessari 600mila euro per la ristrutturazione del Maestoso, l’ultimo cinema cittadino che rischia la chiusura definitiva dopo che il gestore privato ha spostato tutta la programmazione nel multisala Ciakcity di Rocca San Giovanni e licenziato i tre dipendenti della struttura. La cifra era stata stabilita in seguito a una valutazione di massima da parte del sindaco Mario Pupillo all’inizio del suo mandato amministrativo quando si era tentata una sorta di collaborazione tra il gestore e il Comune, proprietario della struttura.
«Non è vero che i 200mila euro destinati allo stadio Biondi erano stati impegnati inzialmente per il Maestoso», chiarisce il primo cittadino, «all’epoca delle prime trattative con Sergio Rendine (responsabile della gestione del Maestoso, ndc), la Virtus Lanciano non ancora militava in serie B. Semplicemente 600mila euro e con un bilancio che si prospettava già lacrime e sangue, non ci è sembrata una cifra da poter affrontare sul due piedi: in questo contesto storico ed economico c’erano e ci sono altre priorità».
La struttura di via Bellisario, realizzata nel quartiere Santa Rita nel 1997 per volere dell’ex sindaco Nicola Fosco, avrebbe bisogno oltre che di manutenzione straordinaria, anche di adeguamento delle norme antincendio e, intervento ancora più costoso, del passaggio delle proiezioni in pellicola a quelle con tecnologia digitale, un investimento importante che il gestore ha affrontato solo per il multisala di Rocca San Giovanni. Il Maestoso è inoltre una struttura che, a causa di una sala enorme della capienza di 700 spettatori, è poco gestibile in termini di proiezioni. E adeguare la sala anche alla rappresentazione di spettacoli teatrali e concerti comporta una spesa non indifferente.
Destino segnato dunque? «Stiamo rivedendo la convenzione», spiega Pupillo, «per come è stata concepita ci sono degli aspetti abbastanza lacunosi e criticabili, come ad esempio il fatto che il Comune non viene tutelato. Non c’è scritto il numero minimo dei giorni di apertura annui del cinema, il che ci pone in una posizione di svantaggio rispetto al gestore. Siamo tuttavia intenzionati a far restare il cinema a Lanciano», prosegue il primo cittadino, «la città deve avere uno spazio culturale che può essere interpretato anche in modo diverso. Il progetto della ristrutturazione non è abbandonato. Ma il gestore deve venirci incontro, dialogare con le associazioni e provvedere a un numero minimo di programmazioni. In caso contrario potremmo anche essere disposti a rivedere e riscrivere la convenzione».
Daria De Laurentiis
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