Cinghiali contro l’auto due volte in un anno
TORINO DI SANGRO . Un anno fa un grosso cinghiale gli aveva ammaccato l’auto mentre andava a lavoro. Ieri a mandarlo fuori strada, distruggendo per la seconda volta il cofano della Peugeot 106, è...
TORINO DI SANGRO . Un anno fa un grosso cinghiale gli aveva ammaccato l’auto mentre andava a lavoro. Ieri a mandarlo fuori strada, distruggendo per la seconda volta il cofano della Peugeot 106, è stato un intero branco. Per L.P., operaio 36enne di Vasto, i cinghiali sono diventati un incubo. L’incontro ravvicinato è avvenuto attorno alle 5,30 in località Le Morge. L’operaio era diretto nella zona industriale di Val di Sangro. È riuscito a schivare mamma-cinghiale, ma non i suoi cuccioli. Per l’automobilista è stato impossibile evitare lo scontro. La parte anteriore dell’auto è semidistrutta. Sul problema cinghiali interviene anche la Coldiretti Chieti, che definisce il problema «insostenibile».
All’indomani della spiacevole avventura capitata alla 72enne di Cupello – braccata da otto cinghiali e costretta a rifugiarsi su un albero - Coldiretti Chieti rilancia l’emergenza relativa alla fauna selvatica, che certamente peggiorerà con l’arrivo dell’estate e la maggiore ricerca di cibo da parte di certe specie particolarmente pericolose. Tantissime le lamentele che arrivano dai produttori, molti dei quali chiedono una azione forte e decisa e misure realmente adeguate ad un fenomeno che non è più proporzionato ai provvedimenti messi in campo. I campi più colpiti sono sicuramente quelli coltivati a mais, sorbo e cereali ma anche la frutta è un alimento ambito. «Scavando gli animali, non solo sottraggono cibo, ma devastano i campi coltivati che necessitano così di ulteriore manutenzione», dice il direttore di Coldiretti Chieti Luca Canala, «la situazione è diventata ormai insostenibile e purtroppo le misure messe in campo finora non sono sufficienti». (p.c.)

