Cinghiali, danni e incidenti «Protestiamo in Regione»

24 Maggio 2017

Altino, 35 sindaci riuniti sull’emergenza causata dall’invasione degli animali In cantiere una manifestazione a Pescara: «Sottovalutata l’entità del problema»

ALTINO. Ci mettono la faccia 35 sindaci del comprensorio affinché il grave problema dei cinghiali venga, in un modo o nell’altro, risolto. E promettono di portare nelle sedi del potere regionale, a Pescara, migliaia di manifestanti. L’altra sera, nella sede del Comune di Archi, si sono dati appuntamento gli amministratori di Altino, Archi, Atessa, Bomba, Borrello, Castel Frentano, Casoli, Civitella Messer Raimondo, Colledimacine, Colledimezzo, Fallo, Fara San Martino, Gamberale, Gessopalena, Lama dei Peligni, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Montelapiano, Palombaro, Paglieta, Palena, Pennadomo, Perano, Pietraferrazzana, Rocca San Giovanni, Roccascalegna, Roio del Sangro, Sant’Eusanio del Sangro, Santa Maria Imbaro, Torino di Sangro, Tornareccio, Torricella Peligna, Treglio, Tufillo e Villa Santa Maria. Nell’iniziativa è parte attiva anche l’Avas (associazione vittime animali selvatici) di Bomba, intitolata a Daniela Martorella, giovane mamma morta nell’incidente stradale causato da cinghiali sulla Fondovalle Sangro. I sindaci presenti erano solo una rappresentanza di tutti quelli che sono attivamente coinvolti nell’emergenza cinghiali, animali diventati i padroni assoluti di un intero territorio e che causano incidenti stradali, danni all’agricoltura ingenti e altri sanitari e sociali. I sindaci si fanno portavoce dei propri concittadini. «Abbiamo individuato due strategie diverse alle quali lavorano due gruppi distinti di amministratori», spiega Mario Troilo, primo cittadino di Archi, «la prima: elaborare proposte reali da presentare ai ministeri dell’Interno e dell’Agricoltura; la seconda: organizzare una manifestazione imponente, magari a Pescara, con persone, amministratori, trattori. Chi comanda deve sapere che non scherziamo più!». È un intero territorio a essere esasperato e a nulla sono servite le varie raccomandazioni a politici e organismi dello Stato. Le persone hanno paura e sono esasperate. «La Regione non ha compreso o non vuole comprendere», continua Troilo, «l’entità del problema e si ostina a non volerlo risolvere. Contatteremo il ministero dell’Interno e dell'Agricoltura per far conoscere il problema. Noi non proponiamo nessuna soluzione, noi presentiamo il problema "cinghiali" nella sua grave entità sono loro che ci devono dare soluzioni in merito». Il dito è puntato contro la Regione. «L'importante è che si risolva in qualche modo e non facciano come la Regione che si è mostrata sorda, cieca e muta verso le esigenze dei cittadini» conclude Troilo. L'impegno è preso, adesso si lavora per organizzare una manifestazione imponente che faccia sentire la sua protesta inequivocabile.
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