Cinghiali, meno danni in provincia
Il prefetto Corona: «Il problema va risolto in maniera definitiva»
LANCIANO. Una riduzione del 75% del danno provocato dai cinghiali nel triennio 2017-2019, grazie agli interventi del Piano di azione di emergenza regionale, con un risparmio di circa 2 milioni di euro e la riduzione drastica degli incidenti stradali provocati dall’attraversamento di cinghiali.
La Regione, così come annunciato dall'assessore alla Agricoltura Dino Pepe, ha deciso di intervenire in modo radicale sull'emergenza cinghiali. Nel corso dell'incontro in Provincia con una quarantina di sindaci del comprensorio teatino Pepe ha illustrato le novità del Piano regionale. «Le risorse risparmiate» ha spiegato l’assessore che ha annunciato anche operazioni di controllo e contenimento all'interno delle aree protette da svolgersi tutto l'anno, permetteranno l’aumento della quota di rimborso per i danni da cinghiali agli agricoltori (attualmente liquidati al 35% del danno stimato). Lavoreremo all’eradicazione della specie nelle aree “non vocate”, cioè i territori antropizzati, collinari e pianeggianti dove l’utilizzo agricolo è intensivo e dove si snodano le più rilevanti vie di comunicazione stradali abruzzesi e anche in alcune zone di ripopolamento e cattura. Invece, nelle zone montane e pedemontane boscose, con gli stessi strumenti la specie verrà ridotta ad una densità agroforestale più adeguata».
Un'importante novità nelle attività di caccia al cinghiale sarà quella della braccata con le squadre. Nel Piano d’azione infatti, tale tecnica di caccia «sarà possibile anche nelle aree non vocate. «La strada maestra è e rimane la via ordinaria» ha aggiunto il Prefetto Antonio Corona «occorre un percorso che conduca a una soluzione duratura e condivisa che tenga conto di tutti gli interessi in campo, per primo la sicurezza delle persone. Ognuno deve fare la propria parte». (d.d.l.)

