Cinghiali, pericolo per la Trichinella

L’Atc Chietino-Lancianese chiede controlli sugli animali abbattuti e mangiati
LANCIANO. Un incontro urgente per la riqualificazione dei costi e organizzazione territoriale delle analisi Trichinella spiralis sul cinghiale, parassita che potrebbe creare anche seri danni all’uomo: è quanto chiede l’Ambito territoriale di caccia Chietino-Lancianese agli assessori regionali alla caccia, Dino Pepe, e alla sanità, Silvio Paolucci. All’incontro dovrebbero essere invitati tutti gli Atc, i servizi tecnici regionali della gestione della fauna selvatica.
La trichinellosi è una zoonosi causata da vermi cilindrici che inizialmente si localizzano nell’intestino e poi nei muscoli, dove si incistano. Il parassita è in grado di infettare i mammiferi, gli uccelli e i rettili, soprattutto quelli carnivori e onnivori (maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto, uomo). La trasmissione all’uomo avviene esclusivamente per via alimentare, attraverso il consumo di carne cruda (in Italia, maiale, cinghiale e equini) o poco cotta contenente le larve del parassita. La selvaggina e i maiali macellati a domicilio devono essere esaminati da un veterinario tramite il trichinoscopio.
«Ad oggi» affermano Corrado Di Nardo, presidente Atc Chietino-lancianese, e Giovanni Giuliani, tecnico faunistico dello stesso ente, «sia gli onerosi costi richiesti dalla Regione ai cacciatori per la realizzazione degli esami trichinoscopici, sia le modalità di consegna dei campioni biologici e l’organizzazione territoriale dei Servizi veterinari regionali, appaiono insostenibili per le squadre di caccia in braccata e per i singoli cacciatori di selezione, pregiudicando e falsando, di fatto, un monitoraggio completo della Trichinella spiralis su scala regionale».
In questo quadro, non va sottaciuto come la percentuale di cinghiali sottoposti ad esame trichinoscopico sia notevolmente inferiore all’entità reale degli abbattimenti realizzati. Ciò, oltre ad esporre la popolazione umana a gravi e concreti rischi biosanitari, rende, di fatto, impossibile avere un’oggettiva cognizione degli abbattimenti di cinghiale realizzati per ogni Atc, poiché mancando l’esame trichinoscopico, gli abbattimenti non vengono comunicati dalle squadre e dai singoli cacciatori. «Altre regioni», affermano Di Nardo e Giuliani «consapevoli dell’importanza di avere una banca dati sanitaria e cinegetica completa a garanzia di una ottimale gestione della specie, a tutela della salute della collettività e a garanzia delle produzioni suinicole, hanno da diversi anni abbattuto o azzerato i costi degli esami trichinoscopici e reso più efficiente e meno onerosa per i cacciatori la consegna e la raccolta dei campioni biologici da analizzare».
Matteo Del Nobile
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