Cinghiali, pronti i controlli «Ma nessuno chiama l’Atc»

Sul sito dell’Ambito di caccia i moduli per segnalare le zone a rischio e i danni D’Amico (Copagri): cittadini e automobilisti all’oscuro su questa iniziativa
VASTO. La presenza massiccia di cinghiali nelle aree a valle è diventato un problema sia economico per le colture distrutte e sia per l’incolumità pubblica, per incidenti e feriti. La cronaca dello scorso fine settimana ne racconta la pericolosità: 4 auto coinvolte in un tamponamento a catena sulla fondovalle del Trigno e una giovane donna in attesa del suo primo bambino finita fuori strada a nord di Vasto. Legittime le proteste. Anche Camillo D’Amico, presidente della Copagri, protesta ma per un motivo diverso. «Partito il cosiddetto “selecontrollo”, l'Ambito territoriale di caccia del Vastese ha invitato tutti i residenti del territorio a segnalare subito come dove e quando sono stati avvistati i cinghiali. Pochissimi però sono stati informati», afferma D’Amico stigmatizzando la scarsa informazione in proposito fornita dai Comuni e dalla Provincia. «Come fanno i cittadini e gli automobilisti a segnalare la presenza di un cinghiale all’Atc se nessuno fa sapere loro che è questa la strada da seguire per limitare il pericoloso fenomeno?», chiede D’Amico. L’incarico per l’esecuzione dell’ordinanza di selecontrollo è stato affidato a persone competenti che garantiranno l’esecuzione immediata con gli strumenti previsti dalla normativa. La polizia provinciale dovrebbe curare la destinazione dei capi abbattuti e l’eventuale svolgimento di attività di monitoraggio sanitario.
In tutto il Vastese il problema dei cinghiali che danneggiano le coltivazioni e mettono a rischio l’incolumità di persone è forte. L’Atc tramite internet invita i proprietari o affittuari di terreni agricoli a segnalare, compilando l’apposito modulo scaricabile, le zone a rischio, secondo l’esperienza passata o perché in atto, di danni da parte degli ungulati. Lo stesso devono fare gli automobilisti. L’attività di selecontrollo è svolta in collaborazione con l’Ambito territoriale di caccia cui vengono trasmesse le segnalazioni e che provvede ad avviare le procedure per l’abbattimento con i selecontrollori.
«La presenza massiccia di cinghiali sul nostro territorio», aggiunge D’Amico, «sta assumendo aspetti preoccupanti. L’attività di selecontrollo non risolve ma aiuta di sicuro. Chiedo alle autorità interessate di diffondere il più possibile le modalità e le procedure da seguire per contrastare il fenomeno. L’agricoltura riveste per questo territorio un ruolo prioritario. Ancora più importante è la sicurezza degli automobilisti. Tutti possono andare sulla pagina dell’Atc e seguire le istruzioni per richiedere il selecontrollo», dice D’Amico. «È assolutamente necessario avviare un programma corretto di informazione per il selecontrollo della fauna selvatica».
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