Cinghiali, sospeso il selecontrollo Copagri insorge

Il presidente Camillo D’Amico spara a zero sulla Provincia: «Il grave problema gestito in maniera dilettantistica»
CHIETI. L’amministrazione provinciale sospende il selecontrollo sulla popolazione dei cinghiali ed è subito protesta.
Il blocco dell’attività sul territorio vastese e chietino-lancianese inizierà lunedì prossimo, ma il presidente regionale di Copagri, Camillo D’Amico, non ci sta e lancia strali contro il presidente dell’ente Mario Pupillo. Lo fa in una lettera al vetriolo indirizzata anche al consigliere delegato a Caccia e pesca Antinoro Piscicelli.
«Non è nel mio personale costume soffiare facilmente sul fuoco delle polemiche perché spesso risultano fuorvianti, strumentali e non aiutano a trovare soluzioni ai problemi anzi, talvolta, elevano solo la confusione di fronte alla pubblica opinione» scrive D’Amico «sull’azione svolta nel territorio dalla Provincia di Chieti per la necessaria e non più rinviabile necessità di contenere numericamente i cinghiali, a malincuore, spesso ho taciuto perché, rispetto alle altre quella nostra ha palesato ritardi organizzativi molto gravi e, quando la campagna di contenimento è partita per il tramite del selecontrollo, subito si sono evidenziate difficoltà d’ogni genere, diffidenza sull’efficacia da parte di molti addetti» scrive D’Amico « e, notizia di ieri mattina, addirittura una sospensione dell’attività nel territorio perché mancherebbe agli atti un preventivo parere dell’Ispra. Tutto questo manifesta una conduzione un po’ dilettantistica nell’intera vicenda nel mentre, indisturbate, mandrie di ungulati pascolano nell’intero territorio generando pericolo per l’incolumità delle persone, in considerazione dei numerosi incidenti automobilistici, e dei consistenti e crescenti danni che producono alle coltivazioni agricole. Non condivido affatto la decisione assunta dal dirigente di far sospendere le attività del selecontrollo messe in atto nel territorio dai due Atc Vastese e Chietino – Lancianese» tuona D’Amico «perché debbono comunque rimanere garantendo anche una maggiore continuità ed incentivando l’importante azione di
prevenzione perché, solo così, si potrà contenere numericamente una specie che è diventata dannosa e che sta costringendo, soprattutto nelle zone interne, ad accentuare l’abbandono produttivo delle aree coltivabili». Poi la stoccata finale : «In questi momenti è la “Politica” che deve prevalere in termini di volontà rispetto alla tecnica fredda e burocratica dei dirigenti. Vi chiedo quindi di ripristinare immediatamente l’avviata azione di selecontrollo nell’intero territorio senza ulteriore perdita di tempo».

