Cinghiali, sì alla minibraccata per sei mesi

Nella riunione a Pescara l’assessore Pepe accoglie le richieste dei sindaci, parere contrario dell’Ispra
ATESSA. Braccio di ferro tra Regione e Comitato dei sindaci, da una parte, e Ispra (l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) dall’altra, nella riunione che si è svolta ieri a Pescara sul preoccupante problema sociale del soprannumero di cinghiali. L’assessore regionale alle Politiche agricole, Dino Pepe, ha accolto la proposta dei sindaci sull’introduzione della minibraccata all’interno del programma di selecontrollo, e sta valutando di preparare una delibera anche senza il pare dell’Ispra. Alla fine della riunione è emerso che da tutelare non è tanto il cinghiale ma l’uomo. Oltre a Pepe erano presenti all’incontro una delegazione del Comitato dei sindaci per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, guidata dal sindaco di Atessa Giulio Borrelli e composta dal sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, e dal consigliere comunale di Atessa, Giuseppe Antonio Campitelli, e Francesco Riga dell’Ispra. «A Pescara abbiamo rappresentato le ansie e le richieste di interi territori e delle nostre comunità», afferma Borrelli, «il problema della sovrappopolazione dei cinghiali va sottratto alla tradizionale disputa tra ambientalisti e cacciatori. Non è un problema venatorio. È un’emergenza sociale, civile e anche ambientale, perché riguarda la sicurezza delle persone, la tutela dell’agricoltura e il rispetto della biodiversità, continuamente insidiata dall’eccessiva riproduzione e presenza della specie cinghiale in tutte le zone del nostro territorio».
Le proposte del Comitato dei sindaci, alle quali si è opposta l’Ispra, sono: attuare la tecnica della minibraccata (5-6 cani e 20 cacciatori al massimo) da agosto a febbraio nelle zone e nei terreni delimitati, in quelle cioè dove ci sono particolari colture (mais, favino girasole e vigneto); estendere la caccia fino a un chilometro da queste colture e anche nelle forre o calanchi, dove particolarmente numerosi sono i cinghiali. Il tutto si dovrebbe svolgere con la supervisione della polizia provinciale. «Le proposte che avanziamo sono di buon senso e servono a contenere il fenomeno meglio di quanto sia stato fatto finora. La Regione Toscana sta sperimentando questa tecnica, all’interno dell’attività di selecontrollo, già da due anni. Non ci sono ragioni in Abruzzo», sostiene il sindaco Borrelli, «per non provare anche questa strada, nel rispetto delle competenze regionali. L’opposizione dell’Ispra appare irragionevole e immotivata. C’è una emergenza, che va affrontata con atti di responsabilità e di coraggio per dare risposte concrete, e non burocratiche, alle preoccupazioni e alle richieste dei cittadini. Lo sappiamo che va rivista la legislazione nazionale, ma confidiamo che la Regione Abruzzo sappia affrontare questa sfida, per quanto è in suo potere, con consapevolezza e determinazione».
Matteo Del Nobile
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